"La definizione che abbiamo dato del fascismo come rivoluzione di destra resta in sostanza comune a tutte le sue varianti" (George L. Mosse)(1)
Il termine "nazionalbolscevismo" comparve per la prima volta in un opuscolo dal titolo omonimo, pubblicato dopo la Prima Guerra Mondiale in Germania, scritto da un accademico di destra, tale Eltzbacher, che di fronte alle sanzioni economiche e all'occupazione militare degli Alleati vittoriosi auspicava una Germania bolscevizzata. Nel biennio 1919-'20, i comunisti Wolffheim e Laufenberg ripresero queste teorizzazioni, richiamandosi alle tesi di W. Rathenau per la "resistenza armata" di tutto il popolo contro l'imperialismo e, implicitamente, alle classiche tesi fichtiane sullo "Stato corporativo chiuso", battendosi per la collaborazione tra "nazionalisti rivoluzionari" e Partito comunista, sia contro i capitalisti che contro la socialdemocrazia.(2)
Secondo numerosi storici, soprattutto di scuola liberale, tale convergenza tra "opposti estremismi" contro la democrazia non solo vide in seguito la luce ma fu la causa della morte della Repubblica di Weimar e, a supporto di tale tesi si citano come prove il referendum contro il governo prussiano retto dal socialdemocratico Otto Braun e lo sciopero dei trasporti pubblici di Berlino con la strana intesa tra le "camicie brune" delle SA (Sturmabteilung) e la Lega dei combattenti del Fronte Rosso; in realtà però tale visione non tiene conto della guerra civile combattuta strada per strada dai militanti comunisti del KPD, assieme agli anarcosindacalisti della FAU (Freie Arbeiter Union) e a settori operai socialdemocratici, contro le squadre naziste. Le responsabilità della sinistra social-comunista tedesca furono semmai altre, a partire dal fallimentare progetto di costruzione di un socialismo di Stato, in grado di eliminare le contraddizioni tra Capitale e Lavoro, fatto proprio dai nazisti e poi usato da Hitler nella costruzione del suo Stato totalitario; inoltre rimane un'ombra inquietante la connivenza di buona parte della sinistra tedesca di fronte al montante antisemitismo.
La questione centrale resta però in gran parte da indagare e riguarda l'identità "anticapitalista" e "antiborghese" che la propaganda nazionalsocialista seppe costruire attorno al suo effettivo ruolo reazionario e antiproletario, affermandosi anche in settori decisamente popolari; sovente infatti si tende a dimenticare che le prime SA fondate nel '21 erano composte da operai, disoccupati e sottoproletari, e che i veri artefici dell'affermazione nazista nelle roccaforti operaie di Amburgo, Berlino e Lipsia furono dei "filosovietici" come i fratelli Strasser(3) assieme all'organizzazione delle cellule di fabbrica nazionalsocialiste (NSBO) di Reinhold Muchow.(4)
Se si considerano le ricerche statistiche riguardanti la composizione sociale degli elettori del Partito Nazista, dei suoi iscritti e dei membri delle SA c'è di che rimanere allibiti; bastino solo alcune cifre: gli operai dequalificati costituivano tra il '25 e il '33 la categoria sociale più numerosa tra i membri del NSDAP (ossia del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori) e il 62% circa degli squadristi SA erano lavoratori industriali e agricoli.(5)
L'estrazione popolare e proletaria di buona parte delle SA, assieme all'estremismo socialista di alcuni suoi comandanti legati a Gregor Strasser, tra l'altro determinarono tra il dicembre `32 e il gennaio '33 autentici casi di rivolta contro la direzione politica imposta da Hitler; nella Franconia Centrale buona parte delle 6-7.000 "camicie brune" sotto la guida del loro comandante Wilhelm Stegmann costituirono un'organizzazione paramilitare indipendente affermando che le SA dovevano smettere di essere soltanto i "vigili del fuoco" o le "guardie di palazzo". Analoga sedizione si registrò in Assia e a Berlino vi furono scontri tra SA e SS. Inoltre "in diverse parti del paese membri delle SA delusi passarono ai comunisti, che li arruolarono prontamente nei propri reparti paramilitari".(6)
La corrente "anticapitalista" del nazismo fu molto forte sino ai primi anni Trenta e, oltre che all'interno di ampi settori delle SA, la sua influenza era avvertibile a diversi livelli della società tedesca.
Nel '33 il presidente dell'Alta Slesia, Bruckner, attaccò con forza i grandi industriali "la cui vita è una continua provocazione". A Berlino, tale Koeler, della Federazione operaia nazista, ebbe a dichiarare: "Il capitalismo si arroga il diritto esclusivo di dare lavoro alle condizioni da lui medesimo stabilite. Questo dominio è immorale e dobbiamo spezzarlo", mentre Kube, capo del gruppo nazista al Landtag prussiano, se la prendeva con i latifondisti ed il governo sollecitando la riforma agraria mediante la confisca prevista dal programma del partito.
Da tempo ormai però il führer aveva deciso altrimenti incaricando il principale capitalista tedesco, Krupp von Bohlen, della riorganizzazione dell'industria tedesca, mentre il Consiglio generale dell'economia risultava composto da 17 membri, comprendenti tutti i maggiori industriali e i più importanti banchieri della nazione che avevano appoggiato la controrivoluzione nazista.
Dopo la conquista del potere Hitler, ormai Cancelliere del Reich, avviò pertanto un'opera di spietata normalizzazione interna al fine di "mantenere l'ordine nelle strutture economiche (...) secondo le leggi originarie radicate nell'umana natura"; l'apice di tale stabilizzazione venne raggiunto il 30 giugno 1934 durante "La Notte dei Lunghi Coltelli", quando vennero sterminati un certo numero di politici conservatori scomodi, personalità cattoliche e militari dissidenti, assieme alla "sinistra" del nazionalsocialismo facente capo al capi delle SA di Röhm, e a settori di destra, capeggiati dall'ex-cancelliere generale von Schleicher, che tramavano contro Hitler utilizzando tatticamente anche la corrente "rossa" del Partito nazista che si riconosceva in Gregor Strasser; ma il senso principale del massacro fu quello descritto con precisione da Julius Evola: "Fra le SA, le Camicie Brune, il cui capo era Ernst Röhm, si era fatta largo l'idea di una 'seconda rivoluzione' o di un secondo tempo della rivoluzione; si denunciava il sussistere nel Reich di gruppi 'reazionari', che erano quelli della Destra, e una combutta di Hitler coi 'baroni dell'esercito e dell'industria' (...) Ebbene, il 30 giugno 1934 valse essenzialmente come lo stroncamento di questa corrente radicalista del partito e di un suo supposto complotto".(7)
D'altra parte fu lo stesso Hitler, durante il discorso pronunciato al Reichstag il 13 luglio seguente, ad assumersi la responsabilità di "giustiziere supremo del popolo tedesco" e a rivendicare la legittimità delle centinaia di assassini compiuti dalle SS e dalla Gestapo che in questo modo avevano sventato una "rivoluzione nazionalbolscevica".(8)
Sul finire del `34 e ai primi del `35 circa centocinquanta comandanti delle SS furono trovati uccisi; sui loro cadaveri un cartoncino con le lettere R.R. per Röhms Rächer (Vendicatori di Röhm) farebbe pensare ad un'estrema vendetta dei nazisti ormai nemici di Hitler; ma ormai per il Fronte Nero, per Opposizione e per gli altri gruppi della Rivoluzione Conservatrice, su posizioni diverse ma accomunati dalla visione secondo cui Germania e Unione Sovietica avrebbero dovuto dare vita ad un'alleanza anticapitalista in funzione anti-Occidente, non rimaneva che scomparire in attesa di momenti più propizi che si sarebbero presentati sul finire della Seconda Guerra Mondiale.
Interessante peraltro notare che anche una parte del fascismo russo avrebbe maturato simili convinzioni, giungendo ad affermare che "le aspirazioni nazionali della Russia si sono espresse nell'azione del Partito comunista e dei suoi dirigenti" e ritenendo che lo stalinismo avesse finito per riflettere le loro idee.(9)
Il destino dei sospetti nazionalbolscevichi tedeschi, schedati e perseguitati dalla Gestapo (10), fu in alcuni casi quello dell'eliminazione fisica o della deportazione nei lager,(11) tanto che sono stati definiti come i "trotzkisti" del nazionalsocialismo; ma così come difficilmente si può negare che Trotzky sia stato un comunista per il fatto che venne fatto assassinare da Stalin, altrettanto difficilmente si può negare che i nazionalbolscevichi siano stati solo la "sinistra" del movimento nazista e, paradossalmente, lo stesso Hitler fu a modo suo "nazionalbolscevico" quando nel '39 Ribbentrop e Molotov firmarono l'infame patto di non-aggressione tra Germania ed URSS.
(ripreso da Archivio Antifascista Venezia, Quando il fascismo si tinge di rosso, "Intermarx", http://www.intermarx.com/ossto/archivio.html)
Note
(1) Cfr. George Mosse, Intervista sul nazismo, Laterza, Bari 1977, p. 106.
(2) Cfr. Giancarlo Buonfino, "Teatro Totale: Massenspiel e Chorspiel", in Aa.Vv., Avanguardia Dada Weimar, Arsenale Cooperativa Editrice, Venezia 1978, pp. 36-37.
(3) Seguaci di Hitler fin dall'inizio, i fratelli Strasser ottennero ottimi risultati politici nella Germania Settentrionale, svolgendo un'opera di agitazione e propaganda da posizioni che rivendicavano il carattere völkisch (nazionalpatriottico) dell'esperienza bolscevica, posizioni alla fine degli anni Venti condivise anche da Joseph Goebbels, futuro ministro della propaganda, che nel '25 affermava di credere nel "socialismo del proletariato". Gregor, la cui popolarità all'interno del movimenti era seconda soltanto a quella di Hitler, verso la metà degli anni Venti divenne responsabile del complesso apparato organizzativo ed anche capo amministrativo del Partito nazista; ma sia lui che il fratello Otto, seppur seguendo percorsi diversi, entrarono in contrasto con la direzione hitleriana. Gregor divenne capo dell'ala "socialista" del partito, ma nel '32 si dimise da ogni incarico e se ne andò in Italia sia per divergenze politiche e ideologiche sia per le macchinazioni di Goering e di Himmler che pure era stato suo segretario. Il cancelliere Kurt von Schleicher a quel punto cercò di assicurarsi la collaborazione di Hitler sfruttando una possibile scissione all'interno del Partito nazista capeggiata da Gregor Strasser, ma questi non volle prendersi una simile responsabilità e si ritirò dalla politica occupandosi soltanto della direzione della casa farmaceutica Schering-Kahlbaum; ma ciò nonostante durante la Notte dei Lunghi Coltelli venne catturato ed ucciso. Suo fratello Otto ruppe con Hitler fin dal '28 e nel '30, accusandolo di aver tradito gli ideali socialisti del movimento, dette vita ad una vera scissione dal partito nazista, formando il Fronte Nero (Schwarze Front) che rappresentò senza dubbio, la principale organizzazione dei nazionalboscevichi, che ben presto furono costretti a svolgere attività clandestina o ad espatriare come fece lo stesso Otto nel '33 (Sul Fronte Nero si veda Armin Mohler, La Rivoluzione Conservatrice in Germania 1918-1932, Akropolis/La Roccia di Erec, Firenze 1990; Luciano Picciafuochi, Chi sono i nazisti "di sinistra", in "Praxis", luglio-agosto 1998).
(4) Reinhold Muchow, leader della Nationalsozialistiche Betriebszellen-Organisation, venne eliminato in circostanze misteriose nel settembre del '33.
(5) 9 Cfr. P. Ortoleva e Marco Revelli, La società contemporanea, Edizioni Bruno Mondadori, Milano 1986, pp. 408-409; vedi anche Sergio Bologna, Nazismo e Classe Operaia 1933-1993, Cox 18-Calusca City Lights, Milano 1994.
(6) Cfr. Henry Ashby Turner Jr., I trenta giorni di Hitler. Come il nazismo arrivò al potere, Mondadori, Milano 1997, p. 89.
(7) Cfr. Julius Evola, Note sul III Reich, in appendice a Aa.Vv., Il fascismo visto dalla Destra, Volpe, Roma 1979, pp.160-161.
(8) Cfr. Jacques Delarue, Storia della Gestapo, Dall'Oglio Editore, Varese 1964, p. 178.
(9) Cfr. Sergej Kulesov e Vittorio Strada, Il fascismo russo, Marsilio, Venezia 1998, pag. 25.
(10) Il principale compito della Gestapo era la "repressione dei sovversivi" ma questa dizione generica comprendeva varie categorie; in una pubblicazione interna della Gestapo, destinata agli aspiranti agenti e redatta dal commissario Wendzio si precisava che "in particolare noi, sotto tale denominazione, intendiamo comunismo, marxismo, ebrei, religioni politicizzate, massoneria, scontenti della politica (mormoratori), opposizione nazionale, reazione, Fronte Nero (Strasser), sabotatori dell'economia, delinquenti abituali, rei di pratiche abortive e omosessuali (...), traditori e spie" ed era la sezione IV-A-3, diretta da Litzenberg, ad occuparsi dei "nazionalbolscevichi" (Cfr. articolo di Giuseppe Mayda, "Gestapo, il braccio violento del nazismo", in "Storia Illustrata", n. 207, Milano, febbraio 1975).
(11) Tra questi vanno citati Reck-Malleczewen, Albrecht Haushofer e in particolare il percorso di Ernst Niekish, già consiliarista e quindi fondatore del giornale "Widerstand" e del gruppo Widerstand-bewegung, rinchiuso in un lager dal '34 al '45; i nazionalcomunitaristi attuali inseriscono in tale elenco anche Harro Schultze-Boysen impiccato però in quanto "agente di una potenza nemica" (Cfr. A. Mohler, op. cit., p. 12).
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lunedì 25 gennaio 2010
I fratelli Gregor ed Otto Strasser: "la seconda rivoluzione", di Antonio Rossiello
Gregor Strasser, originario del Landshut, nacque a Geisenfeld nel 1892, grosso e tarchiato, energico oratore, di natura bonaria e simpatica, ispiratore di fiducia, spirito e mente indipendente, organizzatore politico di eminenti personalità e della politica pratica giornaliera, non strisciò mai dinanzi ad Hitler, anche quando divenne un dittatore, morì a Berlino nel 1934. Otto Strasser, laureato in giurisprudenza, giornalista, invece era alquanto serio, temperamento forte, non talentuoso, socialista e lavoratore, aderiva agli scioperi dei sindacalisti socialisti, voleva la nazionalizzazione dell'industria; nacque a Windsheim nel 1897 e morì a Monaco nel 1974. Volontario bavarese nella I guerra mondiale, studiò economia politica, aderì alla socialdemocrazia nel 1920, consulente al ministero dell'alimentazione interna tra il '21-'23, nel '24 collaborò al "Volkischer Beobachter", nel '25 entrò nell'NSDAP, insoddisfatto della politica economica di Weimar. Impresse al movimento una svolta "social rivoluzionaria" e comunista nazionale, dirigendo con il fratello Gregor le Kampf-Verlag, per la nazionalizzazione delle banche e dell'industria pesante, mostrando la sua ostilità per le destre antioperaie e filo clericali che iniziavano ad influenzare i fascismi italiano e tedesco. Otto Strasser si dimise dall'NSDAP nel 1930. Otto influenzò le masse ed i nazional-socialisti rivoluzionari propugnando una linea socialista contraria al conservatorismo ed antireazionaria. Il suo nazionalismo fu definito da Ernst Jünger nazionalismo spirituale, nel senso che su un socialismo (prussiano) di pura fede si innestava una idea nazionale, idea che poi sfocerà nella tendenza nazional-bolscevica, attraversando il suo Fronte Nero, un Comitato del nazionalsocialismo rivoluzionario fondato con gruppi di nazionalbolscevichi e comunisti delusi.
I fratelli Strasser provenivano da una famiglia del ceto medio bavarese e seguirono con zelo fino al 1930 un percorso comune all'interno del movimento nazionalsocialista. La loro concezione ideologica era molto simile, con toni differenti, più radicali in Otto. L'ideologia di un socialismo nazionale, nell'accezione letterale della denominazione del partito rifondato da Hitler nel 1920; l'anticapitalismo, la realizzazione di un sistema sociale alternativo, fondato sulla collaborazione piena e leale fra le classi sociali. Gli Strasser – come Röhm - criticavano la rapacità del sistema bancario e l'iniquità della vigente distribuzione della ricchezza nazionale, proponendo un piano di nazionalizzazioni. Erano rappresentanti della versione del nazionalsocialismo che voleva costruire la Terza Via fra capitalismo e comunismo e che attribuiva alla classe operaia l'egemonia nella futura società, punto di vista comune a molti gruppi fascisti europei. In Francia ed in Belgio tale "Planismo", mirò a realizzare un piano di gestione globale del sistema economico da parte dello Stato. In Italia ed in Austria posizioni analoghe furono promosse dai corporativisti, come Ugo Spirito, che si richiamarono alla cultura cattolica. Le teorie anticapitalistiche (anche contro il capitale monopolistico) dei fratelli Strasser erano immesse in un contesto etnico teorico, nel quale l'anticapitalismo si associava ad un radicale antisemitismo.
Gli Strasser erano alternativi, dissidenti, anti-imperialisti, per l'unione tedesca e germanica e fautori di un'alleanza con l'est europeo, contrari alla democrazia disgregatrice e sovvertitrice dei valori, contrari alla monarchia ereditaria ed autoritario-repressiva, favorevoli all'annullamento del potere politico delle grosse aziende e dei capitali finanziari. Socialisti Nazionali, volevano "sborghesizzare" e "sproletarizzare" il popolo. Favorevoli all'organicità dello Stato, alla partecipazione della totalità dei produttori alla proprietà, alla gestione ed al profitto di una economia al servizio della nazione, per fondare il socialismo di volontà, autoresponsabile nella milizia del lavoro. Un idealismo che legava il popolo al suo ceto guida, un'unificazione federativa europea, contro gli stranieri, ma contrari alla supremazia etnica germanica perché favorevoli ad un solidarismo nazionalsocialista dei popoli d'Europa.
Gregor Strasser
Gregor, farmacista, era stato tenente e valoroso combattente nella I guerra mondiale, tanto da meritarsi la Croce di Ferro di primo grado, ed al termine del conflitto aveva aderito ai Corpi Franchi, gruppo paramilitare di volontari reduci dalla guerra, che si era battuto contro i comunisti della Lega di Spartaco di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Già nazista nell’aprile 1920, quando il DAP (Deutsche Arbeiter Partei) o Partito Operaio Tedesco, fondato il 5 gennaio 1919 dal fabbroferraio ed operaio delle ferrovie Anton Drexler, si era trasformato in NSDAP; pragmatico, già segretario generale, aveva avuto anche Himmler come suo segretario. Era divenuto capo regionale della bassa Baviera, guidò in seguito un reparto d'assalto delle SA (Sturm Abteilungen), costituite nell’agosto 1921 per la protezione armata e l'azione diretta e formate da operai disoccupati e volontari provenienti dai Corpi Franchi, sciolti nel 1919 dalla Repubblica di Weimar. Gregor aveva idee molto innovatrici, era all'avanguardia di comunismo e nazionalismo, un "antikapitalistische schnsucht" del popolo tedesco ovvero una nostalgia anticapitalista, che aveva i suoi punti di riferimento nella società marxista o nella vita solidaristica, che oggi definiremmo comunitaristica od almeno di comunità (laica). Era a capo del ROL (ReichsOrganisations - Leitung), direzione organizzativa centrale, che curava i problemi di partito come organo politico.
Protagonista del fallito putsch di Monaco del 1923, tornò in libertà grazie alla sua elezione al Landtag bavarese nelle consultazioni elettorali nazionali dal 7 dicembre 1924, che lo videro classificarsi al secondo posto, divenendo nel 1925 la guida ed il capogruppo del Movimento Nazionalsocialista della Libertà Tedesca, (nazionalisti radical-populisti), che aveva ottenuto 32 seggi al Reichstag con 2 milioni di voti, iniziando per lui un'improvvisa ascesa in parallelo a Hitler. Nel 1924 c'era stata una campagna di alleanza ultranazionale di Albrecht von Grafe ed il conte Ernst Zu von Reventlow, conservatori che sostenevano di voler fare un po' di strada assieme ai comunisti del KPD.
Otto Strasser
Otto Strasser era stato membro del Partito Socialdemocratico (SPD), poi del Juni Club (con Moeller van der Bruck) a Berlino in Motrestrasse, 22; nel 1925 seguì il fratello nelle fila della NSDAP, (NationalSozialistische Deutsche Arbeiter Partei).
Otto propugnava un socialismo piccolo borghese, una Camera delle Categorie e delle Corporazioni, la riruralizzazione delle campagne, i feudi ereditari, l'autarchia, la valuta interna, la guerra rivoluzionaria, la nobiltà guerriera, la spartizione della proprietà terriera, la partecipazione agli utili nelle grandi imprese, la libertà ed uno Stato popolare di democrazia germanica. A causa dell'incarcerazione di Adolf Hitler, dopo il putsch reazionario di Monaco del 1923, nel periodo 1924-'25 Gregor assunse le redini del malconcio partito, rifondandolo. Infaticabile organizzatore, attrasse nell'orbita NSDAP molti gruppi völkisch (Movimento per la Razza e la Nazione), di cui aveva fatto parte con Alfred Rosenberg e Erich Ludendorf, ed estremisti che pullulavano nella Germania postbellica.
Gli Strasser, da emigranti militanti politici ed organizzatori, diedero vita ad una loro fazione nelle regioni settentrionali dal 1925, nonché al quotidiano "Berliner Arbeiterzeitung", di cui era direttore Otto Strasser; al bollettino quindicinale di Berlino "Nationalsozialistische Briefe", di cui era direttore e caporedattore il giovane filosofo Joseph Goebbels, segretario del dinamico Gregor, ed alla casa editrice berlinese "Kampf - Verlag" (Edizioni Battaglia), che editava e stampava i giornali loro e della NSDAP al nord, diffusi in Prussia, Hannover, Sassonia, Renania. Quindi Gregor pose le basi perché Hitler potesse assumere la guida di questa costellazione, ma ritornato il medesimo sulla scena politica, l'attrito fu netto. Hitler fu appoggiato dagli industriali, (anche ebrei agli inizi), da latifondisti e capitalisti, come Alfred Hugenberg, imprenditore e politico del DNVP, partito conservatore ed antirepubblicano tradizionale. I capitalisti non consideravano lo NSDAP un partito pericoloso, anche dopo il crollo inflazionistico del paese. Vigeva la teoria dell'autoritarismo nordico-greco, considerato nazionale e socialista. Hitler incoraggiava le rivalità interne ai gruppi NSDAP per approfittarne e controllare le autonomie attraverso uomini, con tendenze nazionalistiche popolari fedeli a lui e contrari ai dissidenti.
Hitler si era alleato con Rosenberg, antigiudeo, leader della corrente pro-sovietica e distante dalle masse dei lavoratori inquadrate nello NSDAP. Se Gregor Strasser appoggiava le mozioni della SPD (socialdemocratici) e del KPD (comunisti) favorevoli alle espropriazioni delle case e delle ricchezze di reali e nobili, Hitler invece manovrava per ottenere sostegni dalla Destra economica e borghese. Nel 1925 ad Hannover Strasser partecipò ad una riunione dei dirigenti di partito dei distretti settentrionali, per eliminare le parti reazionarie dei 25 punti approvati il 24-2-1920 nella grande birreria di Monaco Hofbrauhaus ed affermare la nazionalizzazione dell'industria e delle grandi proprietà, e costituire la Camera Corporativa. Scoppiò una burrasca, scontri e scissioni, Goebbels chiese l'espulsione di Hitler, definito un borghesuccio. Feder e Ley si avventarono contro. Al Congresso di Bamberg del 1926, gli Strasser cercarono di imporre ad Hitler un cambiamento di rotta, spingendolo ad assumere una posizione politica ostile ai capitalisti, ma i rapporti di forze si invertirono. Gregor Strasser, abile politico, non poté spezzare il potere carismatico vincente di Hitler all'interno della NSDAP.
Da parte sua il dottor Paul Joseph Goebbels, nato in Renania nel 1897, figlio di un capo-operaio tessile, colpito dalla osteomielite ad un piede, dirigente distrettuale della struttura partitica creata al nord da Gregor Strasser, prima fu simpatizzante comunista, favorevole ad un'alleanza con l'Urss ed i popoli oppressi, e usava un linguaggio socialista contrario al liberalismo; elevando la forza creativa socialista del IV Stato dei lavoratori, del proletariato internazionalista, dacché in Germania non si risolvevano i problemi vitali.
Nel 1932 Goebbels non ebbe più fiducia in Strasser che teneva comizi violenti e stampava manifesti propagandistici, giornali, libri, opuscoli, film e dischi; indi appoggiò Hitler, che "acquistò" la sua fiducia, nominandolo gauleiter di Berlino.
Gregor Strasser si riteneva di sinistra, un nazionalrivoluzionario radicale, proletario, con simpatie comuniste, contrario alla schiavitù capitalistica; sosteneva che: "Socialismo è servire il tutto in maniera profondamente prussiana", "di un socialismo collettivista che si ricongiunge di nuovo con lo stato corporativo medioevale". Insomma camicie brune, stivali neri e bandiera rossa d'assalto. Per lui nazionalsocialisti e comunisti non dovevano combattersi né spaccarsi le teste, anzi il nazionalsocialismo era uno sviluppo "con i piedi per terra" del comunismo. Quindi un eretico della linea hitleriana nello NSDAP, per cui fu isolato da Hitler, oramai attorniato dalla cerchia di Goering, favorevole al capitalismo, alla proprietà privata ed al culto della propria personalità oltre che a quello del singolo individuo, nel contesto dello Stato.
La "sinistra nazionalsocialista" (NationalSozialistische Deutsche Linke) o nazionalsocialismo "del nord", era composto dai salariati non organizzati in zone industriali ed in grandi città, contrapposto a quello bavarese, più legato agli interessi ed alle frustrazioni dei ceti medi. La sinistra nazionalsocialista aveva una retorica sociale e fu l'ala operaia nel movimento. Utilizzò gruppi di sempre più numerosi di simpatizzanti, ebbe una linea specifica di propaganda, una demagogia anticapitalista, specie nello zelo che Goebbels mise per innescare il risentimento sociale in un movimento di giovani radicali delle grandi città, rudi, semplici, solidi, indocili, violenti sottoproletari. I disoccupati ottenevano vitto, alloggio, vestiario nei circoli delle SA. Un movimento popolare che era entrato nella NSDAP dopo una militanza all'estrema sinistra del KPD.
La NSDAP a Berlino aveva fama di partito socialista rivoluzionario e ciò rientrava nella politica della cosiddetta "seconda rivoluzione": prima nazionale e quindi socialista. Non tutelava gli interessi patrimoniali e sociali degli irresponsabili, ma garantiva l'altruismo sociale ed i sentimenti comunitari di abnegazione. Un attivismo politico nella prassi non irriflessivo. All'inizio il 30 o 40% dei disoccupati era iscritto al KPD, ma non era integrato in esso, tanto che vi furono clamorose defezioni di massa a favore della NSDAP. Labili erano i legami "comunisti", poiché vi era una disgregazione delle tradizioni politiche, un crollo dei valori sociali e familiari più che nelle città industriali medie. Gli occupati nel lavoro pubblico, come le ferrovie, le poste, le aziende municipali dei servizi e dei trasporti, erano organizzati nei Sindacati Liberi.
Il loro prestigio professionale o l'influenza politica erano superiori nelle amministrazioni, ove vi era un malcontento per le decurtazioni salariali da parte delle autorità cittadine e regionali, esponenti della SPD. Vi furono gravi conflitti. La provincia attivò l'operaio nazionalsocialista che seguiva l'ordine gerarchico della comunità locale. Alle elezioni dei Consigli di fabbrica del 1933 i nazionalsocialisti non ebbero inizialmente successo, tranne che nelle imprese e nelle zone di Chemnitz-Zwickau, città minerarie e tessili della Westfalia. La NSBO o NationalSocialistische Betriebszellen - Organisation era formata da nuclei sindacali nazionalsocialisti. Per l'inefficienza e la disuguaglianza del sistema capitalistico gli ex comunisti nel 1928, pattuglia di assalto politica nelle fabbriche, gli agit-prop, erano passati al nazionalsocialismo o a gruppi d'appoggio; come Johannes Engel, ex comunista del KPD, che aveva fondato la NSBO, non finanziata dalla NSDAP. Essa ebbe 100.000 aderenti fra impiegati ed artigiani egualitari per il socialismo di Stato.
La negazione categorica delle norme morali ed il disprezzo dei valori intellettuali e culturali borghesi erano comuni in Hitler e negli Strasser, contrari alla violenza ed alla propaganda manipolata dalla borghesia, codarda ed ipocrita. Il mito del lavoratore ed operaio, del movimento popolare formato da ogni classe di popolo (rudezza, durezza, irruenza per la propria difesa) delineava un nuovo antiborghesismo e addirittura instillava una sorta di culto borghese dell'operaio.
Una dinamica di popolo con la cui forza Gregor Strasser ed il primo Goebbels progettarono una democrazia popolare organica. La NSBO ebbe circa 300.000 operai iscritti, pochi rispetto ai 5.800.000 di operai ed impiegati esistenti, di cui 250.000 iscritti al KPD, 650.000 alla SPD, 1 milione al Reichsbanner (organizzazione difesa repubblicana). L'ordinamento sociale corporativo della NSBO si proiettò a sinistra (Schuman), mentre nel 1932 impiegati, tecnici, operai (triplicati), capisquadra, mastri minatori, artigiani salariati parteciparono in massa ai numerosi scioperi con un sindacato unitario. Hitler accusò la NSBO di essere infiltrata da marxisti ed opportunisti senza educazione politica e appoggiò la DAF di Robert Ley, che includeva anche i datori di lavoro. La NSDAP, del resto era formata dal 70% di stipendiati, élite di vecchi e nuovi ceti piccoli e medi, mentre gli operai erano sottorappresentati, sia come iscritti che come elettori. La sinistra della NSDAP era per una rinascita del popolo tedesco su una nuova convergenza di nuovi obiettivi nazionali. Una unione di chi produce ricchezza e potenza della nazione, conciliando lavoratori della mente e lavoratori del braccio in lotta contro i presunti nemici comuni: comunismo, capitale finanziario, ebraismo, entità internazionali.
Nell'altro campo, se il KPD respingeva i principi nazionali, la SPD capitolava di fronte agli interessi finanziari degli ebrei, con una politica di adempimento della Repubblica di Weimar; i reazionari, passatisti tedesco-nazionali non avevano obiettivi politici, erano esclusivisti in rappresentanza di interessi sociali. Le assemblee politiche della NSDAP erano disturbate dagli operai a Berlino, in città della Renania, Westfalia, Sassonia, Turingia.
Nazional-bolscevichi e nazional-sindacalisti non avevano comunque vita facile nello NSDAP che - ampliando i suoi consensi, inglobava ceti medi protestanti e contadini, spingendo la NSDAP ad una sorta di alleanza nazionale politica, ideologica, economica unitaria. La retorica radicale usata a Berlino, in Prussia orientale ed in Baviera fu presto abbandonata, dato che cittadini di ogni classe (studenti, medici, ingegneri, uomini d'affari autonomi, rappresentanti, insegnanti, impiegati statali, impiegati del commercio, ufficiali in pensione) si preoccupavano di far carriera, di ricoprire una posizione vantaggiosa nella nuova élite, pur coscienti della necessità di migliorare le condizioni di vita della classe operaia, frustrata e diffidente verso le vecchie élite di dirigenti.
Da piccolo gruppo putschista la NSDAP si era trasformata in un movimento di massa. Hitler era contrario ad un sindacato unitario della NSDAP, ma imponeva una tattica di appoggio pratico della politica al movimento sindacale, filo-operaio. Per Hitler in ogni caso il sindacato e l'economia non dovevano guidare il movimento ideologico politico ma viceversa. Il programma degli Strasser prevedeva un limite del 4% al tasso di sconto, l'esproprio delle proprietà azionarie dei banchieri e della borsa valori, l'esproprio senza risarcimento dei beni agli ebrei e nelle zone orientali, la nazionalizzazione delle banche.
Nel 1928 l'organizzazione direttiva della NSDAP aveva Strasser nella sezione d'attacco, presso l'Ufficio Centrale del Reich, sottosezione esteri, stampa, organizzazione.
Le aziende dovevano avere un capo imprenditore o Fuhrer, gli impiegati e gli operai ne erano il seguito. Al capo spettavano le decisioni, un Consiglio di uomini di fiducia, eletto fra i dipendenti, lo assisteva con il concorso del presidente della cellula nazista dell'azienda. Istituito il "Fronte del Lavoro", che abbracciava i datori di lavoro ed i lavoratori, per diffondere i principi nazisti in economia sociale; per ogni ramo principale dell'economia fu nominato dal governo "un fiduciario del lavoro". La linea degli Strasser era nazional-rivoluzionaria, russofila, di un acceso sovversivismo e populismo regressivo.
I fratelli Strasser, partecipi alla lotta interna allo NSDAP, portatori della corrente socialista nel nord, nella zona mineraria della Ruhr, si trovarono in contradditorio politico ed ideologico con Hitler. Inoltre vi era una fronda fra i federali (Gauleiter) che fondarono ad Hannover un'associazione di protestanti, critici del piano di Monaco e su Hitler, ma che approvava i primitivi punti sociali della carta fondatrice dello NSDAP ed il suo originario programma contro il capitalismo. Nel 1929 Hitler, fallito il Plebiscito, si staccò dalla tendenza socialista dei fratelli Strasser, che insisteva sull'abolizione dei redditi non di lavoro e dei prestiti ad interessi, ed era favorevole alla statizzazione dei trusts e contraria alla schiavitù dei partiti.
Nel maggio 1930 Gregor non seguì il fratello Otto, che espulso dal partito per le sue dure critiche rivolte alla linea hitleriana, aveva dichiarato: "i socialisti lasciano il partito" ed aveva costituito una Unione dei Nazionalsocialisti Rivoluzionari ovvero il Movimento Nazionalsocialista Rivoluzionario - Unione Socialista, un gruppo nazional-rivoluzionario detto Fronte Nero (Schwarze Front). Movimento che fu indipendente ed alleato dell'Urss, contrario alla schiavitù dei prestiti ad interesse, per l'abolizione dei redditi non di lavoro, per la nazionalizzazione dei trust, favorevole agli intellettuali liberi ed indipendenti. Otto stampò la rivista "Schwarze Front", promuovendo anche un Fronte Nazionale di Unione in Austria fra NSDAP ed Heimwehr.
Invece, fedele alle sue concezioni originarie, Gregor non trasgredì il legame con il Fuhrer. Hitler ebbe fiducia in Gregor Strasser fino al 1932, affidandogli incarichi di responsabilità nella gestione del partito, grazie alle sue capacità organizzative ed alle doti politiche che rispettava. Nell'inverno 1932 Gregor ebbe l'ultima occasione di recidere i legami col Fuhrer; infatti il nuovo cancelliere, l'ambizioso generale conservatore Kurt von Schleicher cercò di convincerlo a spaccare la NSDAP ed ad entrare nel suo gabinetto politico-sindacale, inclusivo dell'appoggio dei sindacati socialdemocratici, accettando la carica di ministro dell'economia (già era capo del Wirtschaftspolitische Abteilung o Sezione politico-economica), e proponendo al capitano dell'esercito e delle SA Röhm il ministero della difesa. Strasser elaborò un programma economico (Gereke - Plan) per la presa del potere politico. Inoltre sarebbe stato nominato vicecancelliere, realizzando un programma base di governo per la creazione di posti di lavoro; per questo voleva che Hitler rinunciasse alla Cancelleria a favore di Schleicher, di modo che sarebbero stati nominati ministri alcuni notabili della NSDAP; in cambio Schleicher si era impegnato a risanare finanziariamente ed economicamente la casa editrice Eher ed il quotidiano "Volkischer Beobachter", entrambi del partito, da consegnarsi nelle mani di Hitler, che sarebbe divenuto presidente onorario della NSDAP con ampi poteri.
Schleicher voleva consolidare il proprio potere, avviando una politica di riforme sociali. Nel 1932 i cittadini erano stanchi di quattro elezioni consecutive, per cui Schleicher si fece appoggiare dalla "linea" Strasser ed il socialismo nazionale ebbe 60 seggi. Strasser fu accusato di frazionismo e di voler prendere il potere con la violenza, per cui dopo vari litigi e posizioni inconciliabili con Hitler e Goebbels, contrari a Schleicher, si dimise l'8 dicembre 1932 ed uscì dal partito più tardi, ritirandosi dalla vita politica, senza tradire il giuramento di fedeltà al Fuhrer, per cui l'agognata spaccatura, istigata da Schleicher, per recuperare all'unità dello Stato la NSDAP non si realizzò. Purgato, Gregor si recò in Italia nel 1932 come privato cittadino ma organizzò un Congresso dissidente nel 1932 con le Associazioni Jungdo, Tannen Bergbund, Tatkreis, Widerstands Kreis. Successivamente divenne responsabile di un'officina di produzione della Schering, in quanto chimico farmaceutico, ma questo non lo risparmiò dalla vendetta di Hitler, Himmler, Goering e delle SS (Schutz Staffeln), le "staffette di difesa" costituite nel 1926.
Durante la Notte dei lunghi coltelli il 30 giugno 1934, nell'epurazione che spazzò via le forze dell'ala "sinistra" del movimento nazista, Gregor fu arrestato dalla Gestapo-SS.
Accusato di complotto contro Hitler, di tradimento con Schleicher ed i conservatori, di connivenza con una potenza straniera, la Francia, fu ucciso. Così pure nel 1934 furono uccisi von Schleicher ed il capitano dell'esercito Rohm, il capo di "sinistra" delle SA
Otto Strasser nel frattempo nel 1932 aveva scritto il libro: Costruzione del socialismo tedesco, in cui parlava di feudalità statale che concede beni immobili al contadino, fedele e legato alla terra, con l'impegno del lavoro diretto nel fondo, inalienabile o subaffittabile; qualcosa di astorico e tradizionalista, che si ispirava a Werner Sombart.
Quando nel 1933 Hitler salì al potere, Otto Strasser riparò in esilio volontario a Praga, poi in Svizzera, conducendo una battaglia antinazista, in Austria e Svizzera
('38), Portogallo ('40),Canada ('43), da dove attaccò il tradimento degli ideali nazionalsocialisti, come animatore nazional-rivoluzionario, contro Hitler e contro gli alleati.
Nel 1945 Otto estraneo, bruciato, deluso, vecchio, rientrò nella Repubblica Federale Tedesca, ove nel quartiere di Schwabing a Monaco si guadagnò il pane, stentando a vivere, pubblicando una guida politica: Per il rinnovamento della Germania, nonché libri, articoli, sempre isolato e politicamente impotente. Nel 1946 fu favorevole allo Stato corporativo nazionalsocialista ideale, ma fu visto con sospetto come un emigrante politico estraneo e non capito così come accadeva per la destra tedesca. Nel '55 ritornò in Germania, pubblicando Hitler und Ich del '48 e Exil del '58, costituendo l'Unione tedesco-sociale dal 1956.
(ripreso da "Rinascita", 7/7/2009)
I fratelli Strasser provenivano da una famiglia del ceto medio bavarese e seguirono con zelo fino al 1930 un percorso comune all'interno del movimento nazionalsocialista. La loro concezione ideologica era molto simile, con toni differenti, più radicali in Otto. L'ideologia di un socialismo nazionale, nell'accezione letterale della denominazione del partito rifondato da Hitler nel 1920; l'anticapitalismo, la realizzazione di un sistema sociale alternativo, fondato sulla collaborazione piena e leale fra le classi sociali. Gli Strasser – come Röhm - criticavano la rapacità del sistema bancario e l'iniquità della vigente distribuzione della ricchezza nazionale, proponendo un piano di nazionalizzazioni. Erano rappresentanti della versione del nazionalsocialismo che voleva costruire la Terza Via fra capitalismo e comunismo e che attribuiva alla classe operaia l'egemonia nella futura società, punto di vista comune a molti gruppi fascisti europei. In Francia ed in Belgio tale "Planismo", mirò a realizzare un piano di gestione globale del sistema economico da parte dello Stato. In Italia ed in Austria posizioni analoghe furono promosse dai corporativisti, come Ugo Spirito, che si richiamarono alla cultura cattolica. Le teorie anticapitalistiche (anche contro il capitale monopolistico) dei fratelli Strasser erano immesse in un contesto etnico teorico, nel quale l'anticapitalismo si associava ad un radicale antisemitismo.
Gli Strasser erano alternativi, dissidenti, anti-imperialisti, per l'unione tedesca e germanica e fautori di un'alleanza con l'est europeo, contrari alla democrazia disgregatrice e sovvertitrice dei valori, contrari alla monarchia ereditaria ed autoritario-repressiva, favorevoli all'annullamento del potere politico delle grosse aziende e dei capitali finanziari. Socialisti Nazionali, volevano "sborghesizzare" e "sproletarizzare" il popolo. Favorevoli all'organicità dello Stato, alla partecipazione della totalità dei produttori alla proprietà, alla gestione ed al profitto di una economia al servizio della nazione, per fondare il socialismo di volontà, autoresponsabile nella milizia del lavoro. Un idealismo che legava il popolo al suo ceto guida, un'unificazione federativa europea, contro gli stranieri, ma contrari alla supremazia etnica germanica perché favorevoli ad un solidarismo nazionalsocialista dei popoli d'Europa.
Gregor Strasser
Gregor, farmacista, era stato tenente e valoroso combattente nella I guerra mondiale, tanto da meritarsi la Croce di Ferro di primo grado, ed al termine del conflitto aveva aderito ai Corpi Franchi, gruppo paramilitare di volontari reduci dalla guerra, che si era battuto contro i comunisti della Lega di Spartaco di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Già nazista nell’aprile 1920, quando il DAP (Deutsche Arbeiter Partei) o Partito Operaio Tedesco, fondato il 5 gennaio 1919 dal fabbroferraio ed operaio delle ferrovie Anton Drexler, si era trasformato in NSDAP; pragmatico, già segretario generale, aveva avuto anche Himmler come suo segretario. Era divenuto capo regionale della bassa Baviera, guidò in seguito un reparto d'assalto delle SA (Sturm Abteilungen), costituite nell’agosto 1921 per la protezione armata e l'azione diretta e formate da operai disoccupati e volontari provenienti dai Corpi Franchi, sciolti nel 1919 dalla Repubblica di Weimar. Gregor aveva idee molto innovatrici, era all'avanguardia di comunismo e nazionalismo, un "antikapitalistische schnsucht" del popolo tedesco ovvero una nostalgia anticapitalista, che aveva i suoi punti di riferimento nella società marxista o nella vita solidaristica, che oggi definiremmo comunitaristica od almeno di comunità (laica). Era a capo del ROL (ReichsOrganisations - Leitung), direzione organizzativa centrale, che curava i problemi di partito come organo politico.
Protagonista del fallito putsch di Monaco del 1923, tornò in libertà grazie alla sua elezione al Landtag bavarese nelle consultazioni elettorali nazionali dal 7 dicembre 1924, che lo videro classificarsi al secondo posto, divenendo nel 1925 la guida ed il capogruppo del Movimento Nazionalsocialista della Libertà Tedesca, (nazionalisti radical-populisti), che aveva ottenuto 32 seggi al Reichstag con 2 milioni di voti, iniziando per lui un'improvvisa ascesa in parallelo a Hitler. Nel 1924 c'era stata una campagna di alleanza ultranazionale di Albrecht von Grafe ed il conte Ernst Zu von Reventlow, conservatori che sostenevano di voler fare un po' di strada assieme ai comunisti del KPD.
Otto Strasser
Otto Strasser era stato membro del Partito Socialdemocratico (SPD), poi del Juni Club (con Moeller van der Bruck) a Berlino in Motrestrasse, 22; nel 1925 seguì il fratello nelle fila della NSDAP, (NationalSozialistische Deutsche Arbeiter Partei).
Otto propugnava un socialismo piccolo borghese, una Camera delle Categorie e delle Corporazioni, la riruralizzazione delle campagne, i feudi ereditari, l'autarchia, la valuta interna, la guerra rivoluzionaria, la nobiltà guerriera, la spartizione della proprietà terriera, la partecipazione agli utili nelle grandi imprese, la libertà ed uno Stato popolare di democrazia germanica. A causa dell'incarcerazione di Adolf Hitler, dopo il putsch reazionario di Monaco del 1923, nel periodo 1924-'25 Gregor assunse le redini del malconcio partito, rifondandolo. Infaticabile organizzatore, attrasse nell'orbita NSDAP molti gruppi völkisch (Movimento per la Razza e la Nazione), di cui aveva fatto parte con Alfred Rosenberg e Erich Ludendorf, ed estremisti che pullulavano nella Germania postbellica.
Gli Strasser, da emigranti militanti politici ed organizzatori, diedero vita ad una loro fazione nelle regioni settentrionali dal 1925, nonché al quotidiano "Berliner Arbeiterzeitung", di cui era direttore Otto Strasser; al bollettino quindicinale di Berlino "Nationalsozialistische Briefe", di cui era direttore e caporedattore il giovane filosofo Joseph Goebbels, segretario del dinamico Gregor, ed alla casa editrice berlinese "Kampf - Verlag" (Edizioni Battaglia), che editava e stampava i giornali loro e della NSDAP al nord, diffusi in Prussia, Hannover, Sassonia, Renania. Quindi Gregor pose le basi perché Hitler potesse assumere la guida di questa costellazione, ma ritornato il medesimo sulla scena politica, l'attrito fu netto. Hitler fu appoggiato dagli industriali, (anche ebrei agli inizi), da latifondisti e capitalisti, come Alfred Hugenberg, imprenditore e politico del DNVP, partito conservatore ed antirepubblicano tradizionale. I capitalisti non consideravano lo NSDAP un partito pericoloso, anche dopo il crollo inflazionistico del paese. Vigeva la teoria dell'autoritarismo nordico-greco, considerato nazionale e socialista. Hitler incoraggiava le rivalità interne ai gruppi NSDAP per approfittarne e controllare le autonomie attraverso uomini, con tendenze nazionalistiche popolari fedeli a lui e contrari ai dissidenti.
Hitler si era alleato con Rosenberg, antigiudeo, leader della corrente pro-sovietica e distante dalle masse dei lavoratori inquadrate nello NSDAP. Se Gregor Strasser appoggiava le mozioni della SPD (socialdemocratici) e del KPD (comunisti) favorevoli alle espropriazioni delle case e delle ricchezze di reali e nobili, Hitler invece manovrava per ottenere sostegni dalla Destra economica e borghese. Nel 1925 ad Hannover Strasser partecipò ad una riunione dei dirigenti di partito dei distretti settentrionali, per eliminare le parti reazionarie dei 25 punti approvati il 24-2-1920 nella grande birreria di Monaco Hofbrauhaus ed affermare la nazionalizzazione dell'industria e delle grandi proprietà, e costituire la Camera Corporativa. Scoppiò una burrasca, scontri e scissioni, Goebbels chiese l'espulsione di Hitler, definito un borghesuccio. Feder e Ley si avventarono contro. Al Congresso di Bamberg del 1926, gli Strasser cercarono di imporre ad Hitler un cambiamento di rotta, spingendolo ad assumere una posizione politica ostile ai capitalisti, ma i rapporti di forze si invertirono. Gregor Strasser, abile politico, non poté spezzare il potere carismatico vincente di Hitler all'interno della NSDAP.
Da parte sua il dottor Paul Joseph Goebbels, nato in Renania nel 1897, figlio di un capo-operaio tessile, colpito dalla osteomielite ad un piede, dirigente distrettuale della struttura partitica creata al nord da Gregor Strasser, prima fu simpatizzante comunista, favorevole ad un'alleanza con l'Urss ed i popoli oppressi, e usava un linguaggio socialista contrario al liberalismo; elevando la forza creativa socialista del IV Stato dei lavoratori, del proletariato internazionalista, dacché in Germania non si risolvevano i problemi vitali.
Nel 1932 Goebbels non ebbe più fiducia in Strasser che teneva comizi violenti e stampava manifesti propagandistici, giornali, libri, opuscoli, film e dischi; indi appoggiò Hitler, che "acquistò" la sua fiducia, nominandolo gauleiter di Berlino.
Gregor Strasser si riteneva di sinistra, un nazionalrivoluzionario radicale, proletario, con simpatie comuniste, contrario alla schiavitù capitalistica; sosteneva che: "Socialismo è servire il tutto in maniera profondamente prussiana", "di un socialismo collettivista che si ricongiunge di nuovo con lo stato corporativo medioevale". Insomma camicie brune, stivali neri e bandiera rossa d'assalto. Per lui nazionalsocialisti e comunisti non dovevano combattersi né spaccarsi le teste, anzi il nazionalsocialismo era uno sviluppo "con i piedi per terra" del comunismo. Quindi un eretico della linea hitleriana nello NSDAP, per cui fu isolato da Hitler, oramai attorniato dalla cerchia di Goering, favorevole al capitalismo, alla proprietà privata ed al culto della propria personalità oltre che a quello del singolo individuo, nel contesto dello Stato.
La "sinistra nazionalsocialista" (NationalSozialistische Deutsche Linke) o nazionalsocialismo "del nord", era composto dai salariati non organizzati in zone industriali ed in grandi città, contrapposto a quello bavarese, più legato agli interessi ed alle frustrazioni dei ceti medi. La sinistra nazionalsocialista aveva una retorica sociale e fu l'ala operaia nel movimento. Utilizzò gruppi di sempre più numerosi di simpatizzanti, ebbe una linea specifica di propaganda, una demagogia anticapitalista, specie nello zelo che Goebbels mise per innescare il risentimento sociale in un movimento di giovani radicali delle grandi città, rudi, semplici, solidi, indocili, violenti sottoproletari. I disoccupati ottenevano vitto, alloggio, vestiario nei circoli delle SA. Un movimento popolare che era entrato nella NSDAP dopo una militanza all'estrema sinistra del KPD.
La NSDAP a Berlino aveva fama di partito socialista rivoluzionario e ciò rientrava nella politica della cosiddetta "seconda rivoluzione": prima nazionale e quindi socialista. Non tutelava gli interessi patrimoniali e sociali degli irresponsabili, ma garantiva l'altruismo sociale ed i sentimenti comunitari di abnegazione. Un attivismo politico nella prassi non irriflessivo. All'inizio il 30 o 40% dei disoccupati era iscritto al KPD, ma non era integrato in esso, tanto che vi furono clamorose defezioni di massa a favore della NSDAP. Labili erano i legami "comunisti", poiché vi era una disgregazione delle tradizioni politiche, un crollo dei valori sociali e familiari più che nelle città industriali medie. Gli occupati nel lavoro pubblico, come le ferrovie, le poste, le aziende municipali dei servizi e dei trasporti, erano organizzati nei Sindacati Liberi.
Il loro prestigio professionale o l'influenza politica erano superiori nelle amministrazioni, ove vi era un malcontento per le decurtazioni salariali da parte delle autorità cittadine e regionali, esponenti della SPD. Vi furono gravi conflitti. La provincia attivò l'operaio nazionalsocialista che seguiva l'ordine gerarchico della comunità locale. Alle elezioni dei Consigli di fabbrica del 1933 i nazionalsocialisti non ebbero inizialmente successo, tranne che nelle imprese e nelle zone di Chemnitz-Zwickau, città minerarie e tessili della Westfalia. La NSBO o NationalSocialistische Betriebszellen - Organisation era formata da nuclei sindacali nazionalsocialisti. Per l'inefficienza e la disuguaglianza del sistema capitalistico gli ex comunisti nel 1928, pattuglia di assalto politica nelle fabbriche, gli agit-prop, erano passati al nazionalsocialismo o a gruppi d'appoggio; come Johannes Engel, ex comunista del KPD, che aveva fondato la NSBO, non finanziata dalla NSDAP. Essa ebbe 100.000 aderenti fra impiegati ed artigiani egualitari per il socialismo di Stato.
La negazione categorica delle norme morali ed il disprezzo dei valori intellettuali e culturali borghesi erano comuni in Hitler e negli Strasser, contrari alla violenza ed alla propaganda manipolata dalla borghesia, codarda ed ipocrita. Il mito del lavoratore ed operaio, del movimento popolare formato da ogni classe di popolo (rudezza, durezza, irruenza per la propria difesa) delineava un nuovo antiborghesismo e addirittura instillava una sorta di culto borghese dell'operaio.
Una dinamica di popolo con la cui forza Gregor Strasser ed il primo Goebbels progettarono una democrazia popolare organica. La NSBO ebbe circa 300.000 operai iscritti, pochi rispetto ai 5.800.000 di operai ed impiegati esistenti, di cui 250.000 iscritti al KPD, 650.000 alla SPD, 1 milione al Reichsbanner (organizzazione difesa repubblicana). L'ordinamento sociale corporativo della NSBO si proiettò a sinistra (Schuman), mentre nel 1932 impiegati, tecnici, operai (triplicati), capisquadra, mastri minatori, artigiani salariati parteciparono in massa ai numerosi scioperi con un sindacato unitario. Hitler accusò la NSBO di essere infiltrata da marxisti ed opportunisti senza educazione politica e appoggiò la DAF di Robert Ley, che includeva anche i datori di lavoro. La NSDAP, del resto era formata dal 70% di stipendiati, élite di vecchi e nuovi ceti piccoli e medi, mentre gli operai erano sottorappresentati, sia come iscritti che come elettori. La sinistra della NSDAP era per una rinascita del popolo tedesco su una nuova convergenza di nuovi obiettivi nazionali. Una unione di chi produce ricchezza e potenza della nazione, conciliando lavoratori della mente e lavoratori del braccio in lotta contro i presunti nemici comuni: comunismo, capitale finanziario, ebraismo, entità internazionali.
Nell'altro campo, se il KPD respingeva i principi nazionali, la SPD capitolava di fronte agli interessi finanziari degli ebrei, con una politica di adempimento della Repubblica di Weimar; i reazionari, passatisti tedesco-nazionali non avevano obiettivi politici, erano esclusivisti in rappresentanza di interessi sociali. Le assemblee politiche della NSDAP erano disturbate dagli operai a Berlino, in città della Renania, Westfalia, Sassonia, Turingia.
Nazional-bolscevichi e nazional-sindacalisti non avevano comunque vita facile nello NSDAP che - ampliando i suoi consensi, inglobava ceti medi protestanti e contadini, spingendo la NSDAP ad una sorta di alleanza nazionale politica, ideologica, economica unitaria. La retorica radicale usata a Berlino, in Prussia orientale ed in Baviera fu presto abbandonata, dato che cittadini di ogni classe (studenti, medici, ingegneri, uomini d'affari autonomi, rappresentanti, insegnanti, impiegati statali, impiegati del commercio, ufficiali in pensione) si preoccupavano di far carriera, di ricoprire una posizione vantaggiosa nella nuova élite, pur coscienti della necessità di migliorare le condizioni di vita della classe operaia, frustrata e diffidente verso le vecchie élite di dirigenti.
Da piccolo gruppo putschista la NSDAP si era trasformata in un movimento di massa. Hitler era contrario ad un sindacato unitario della NSDAP, ma imponeva una tattica di appoggio pratico della politica al movimento sindacale, filo-operaio. Per Hitler in ogni caso il sindacato e l'economia non dovevano guidare il movimento ideologico politico ma viceversa. Il programma degli Strasser prevedeva un limite del 4% al tasso di sconto, l'esproprio delle proprietà azionarie dei banchieri e della borsa valori, l'esproprio senza risarcimento dei beni agli ebrei e nelle zone orientali, la nazionalizzazione delle banche.
Nel 1928 l'organizzazione direttiva della NSDAP aveva Strasser nella sezione d'attacco, presso l'Ufficio Centrale del Reich, sottosezione esteri, stampa, organizzazione.
Le aziende dovevano avere un capo imprenditore o Fuhrer, gli impiegati e gli operai ne erano il seguito. Al capo spettavano le decisioni, un Consiglio di uomini di fiducia, eletto fra i dipendenti, lo assisteva con il concorso del presidente della cellula nazista dell'azienda. Istituito il "Fronte del Lavoro", che abbracciava i datori di lavoro ed i lavoratori, per diffondere i principi nazisti in economia sociale; per ogni ramo principale dell'economia fu nominato dal governo "un fiduciario del lavoro". La linea degli Strasser era nazional-rivoluzionaria, russofila, di un acceso sovversivismo e populismo regressivo.
I fratelli Strasser, partecipi alla lotta interna allo NSDAP, portatori della corrente socialista nel nord, nella zona mineraria della Ruhr, si trovarono in contradditorio politico ed ideologico con Hitler. Inoltre vi era una fronda fra i federali (Gauleiter) che fondarono ad Hannover un'associazione di protestanti, critici del piano di Monaco e su Hitler, ma che approvava i primitivi punti sociali della carta fondatrice dello NSDAP ed il suo originario programma contro il capitalismo. Nel 1929 Hitler, fallito il Plebiscito, si staccò dalla tendenza socialista dei fratelli Strasser, che insisteva sull'abolizione dei redditi non di lavoro e dei prestiti ad interessi, ed era favorevole alla statizzazione dei trusts e contraria alla schiavitù dei partiti.
Nel maggio 1930 Gregor non seguì il fratello Otto, che espulso dal partito per le sue dure critiche rivolte alla linea hitleriana, aveva dichiarato: "i socialisti lasciano il partito" ed aveva costituito una Unione dei Nazionalsocialisti Rivoluzionari ovvero il Movimento Nazionalsocialista Rivoluzionario - Unione Socialista, un gruppo nazional-rivoluzionario detto Fronte Nero (Schwarze Front). Movimento che fu indipendente ed alleato dell'Urss, contrario alla schiavitù dei prestiti ad interesse, per l'abolizione dei redditi non di lavoro, per la nazionalizzazione dei trust, favorevole agli intellettuali liberi ed indipendenti. Otto stampò la rivista "Schwarze Front", promuovendo anche un Fronte Nazionale di Unione in Austria fra NSDAP ed Heimwehr.
Invece, fedele alle sue concezioni originarie, Gregor non trasgredì il legame con il Fuhrer. Hitler ebbe fiducia in Gregor Strasser fino al 1932, affidandogli incarichi di responsabilità nella gestione del partito, grazie alle sue capacità organizzative ed alle doti politiche che rispettava. Nell'inverno 1932 Gregor ebbe l'ultima occasione di recidere i legami col Fuhrer; infatti il nuovo cancelliere, l'ambizioso generale conservatore Kurt von Schleicher cercò di convincerlo a spaccare la NSDAP ed ad entrare nel suo gabinetto politico-sindacale, inclusivo dell'appoggio dei sindacati socialdemocratici, accettando la carica di ministro dell'economia (già era capo del Wirtschaftspolitische Abteilung o Sezione politico-economica), e proponendo al capitano dell'esercito e delle SA Röhm il ministero della difesa. Strasser elaborò un programma economico (Gereke - Plan) per la presa del potere politico. Inoltre sarebbe stato nominato vicecancelliere, realizzando un programma base di governo per la creazione di posti di lavoro; per questo voleva che Hitler rinunciasse alla Cancelleria a favore di Schleicher, di modo che sarebbero stati nominati ministri alcuni notabili della NSDAP; in cambio Schleicher si era impegnato a risanare finanziariamente ed economicamente la casa editrice Eher ed il quotidiano "Volkischer Beobachter", entrambi del partito, da consegnarsi nelle mani di Hitler, che sarebbe divenuto presidente onorario della NSDAP con ampi poteri.
Schleicher voleva consolidare il proprio potere, avviando una politica di riforme sociali. Nel 1932 i cittadini erano stanchi di quattro elezioni consecutive, per cui Schleicher si fece appoggiare dalla "linea" Strasser ed il socialismo nazionale ebbe 60 seggi. Strasser fu accusato di frazionismo e di voler prendere il potere con la violenza, per cui dopo vari litigi e posizioni inconciliabili con Hitler e Goebbels, contrari a Schleicher, si dimise l'8 dicembre 1932 ed uscì dal partito più tardi, ritirandosi dalla vita politica, senza tradire il giuramento di fedeltà al Fuhrer, per cui l'agognata spaccatura, istigata da Schleicher, per recuperare all'unità dello Stato la NSDAP non si realizzò. Purgato, Gregor si recò in Italia nel 1932 come privato cittadino ma organizzò un Congresso dissidente nel 1932 con le Associazioni Jungdo, Tannen Bergbund, Tatkreis, Widerstands Kreis. Successivamente divenne responsabile di un'officina di produzione della Schering, in quanto chimico farmaceutico, ma questo non lo risparmiò dalla vendetta di Hitler, Himmler, Goering e delle SS (Schutz Staffeln), le "staffette di difesa" costituite nel 1926.
Durante la Notte dei lunghi coltelli il 30 giugno 1934, nell'epurazione che spazzò via le forze dell'ala "sinistra" del movimento nazista, Gregor fu arrestato dalla Gestapo-SS.
Accusato di complotto contro Hitler, di tradimento con Schleicher ed i conservatori, di connivenza con una potenza straniera, la Francia, fu ucciso. Così pure nel 1934 furono uccisi von Schleicher ed il capitano dell'esercito Rohm, il capo di "sinistra" delle SA
Otto Strasser nel frattempo nel 1932 aveva scritto il libro: Costruzione del socialismo tedesco, in cui parlava di feudalità statale che concede beni immobili al contadino, fedele e legato alla terra, con l'impegno del lavoro diretto nel fondo, inalienabile o subaffittabile; qualcosa di astorico e tradizionalista, che si ispirava a Werner Sombart.
Quando nel 1933 Hitler salì al potere, Otto Strasser riparò in esilio volontario a Praga, poi in Svizzera, conducendo una battaglia antinazista, in Austria e Svizzera
('38), Portogallo ('40),Canada ('43), da dove attaccò il tradimento degli ideali nazionalsocialisti, come animatore nazional-rivoluzionario, contro Hitler e contro gli alleati.
Nel 1945 Otto estraneo, bruciato, deluso, vecchio, rientrò nella Repubblica Federale Tedesca, ove nel quartiere di Schwabing a Monaco si guadagnò il pane, stentando a vivere, pubblicando una guida politica: Per il rinnovamento della Germania, nonché libri, articoli, sempre isolato e politicamente impotente. Nel 1946 fu favorevole allo Stato corporativo nazionalsocialista ideale, ma fu visto con sospetto come un emigrante politico estraneo e non capito così come accadeva per la destra tedesca. Nel '55 ritornò in Germania, pubblicando Hitler und Ich del '48 e Exil del '58, costituendo l'Unione tedesco-sociale dal 1956.
(ripreso da "Rinascita", 7/7/2009)
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