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domenica 24 gennaio 2010

Movimento della gioventù e ideologia nazional-rivoluzionaria sotto la Repubblica di Weimar (Seconda parte), di Thierry Mudry

Hans Ebeling e Theo Hespers
La rivista "Kameradschatf" (Cameratismo) costituisce un'importante testimonianza sulla resistenza della gioventù bündisch allo stato hitleriano e sul progetto di stato e società che essa opponeva al fascismo. Questa rivista di lingua tedesca pubblicata in Belgio era distribuita clandestinamente in Germania. I suoi fondatori Hans Ebeling e Theo Hespers erano due vecchi capi delle leghe della gioventù in esilio. Il primo, nato nel 1897 a Krefeld aveva preso parte alla prima guerra mondiale (durante la quale è stato promosso al grado di tenente); ai combattimenti del 1920 (Renania), nelle fila della Reichwehr provvisoria e alla resistenza contro le truppe di occupazione francesi della Ruhr. Poco dopo entra a far parte del Jungnationaler Bünd dal quale si separò nel 1924 per fondare la Jungnationaler Bünd Deutsche Jungenschaft più attiva e radicale della prima e che evolverà presto su posizioni nazional-bolsceviche. Dalla fine del 1929 fino al gennaio 1933 Ebeling dirige con il profesor Lenz la rivista "Der Vorkampfer".(17) Theo Hespers, nato nel 1903 entra a quattordici anni nell'organizzazione della gioventù cattolica Quickborn a cui apparterrà fino al 1927. Participa anche alla resistenza passiva contro l'occupazione franco-belga della Ruhr. In seguito aderirà alla Vitus heller Bewegung(18) e dirigerà la "Pfadfinderschaft Westmark" che costituirà insieme con la lega di Ebeling, la Freischar Schill e la giovane lega prussiana di Jupp Hoven, il Comitato di lotta dei gruppi nazional-rivoluzionari occidentali in Renania.

Il Bünd, alternativa ai partiti e al partito unico
"Kameradschatf" è stata la tribuna dei giovani oppositori all'hitlerismo. I "giovani nazionalisti", i "giovani socialisti", i "giovani cattolici" e i "giovani protestanti" si esprimevano in "Kameradschatf" e in essa si firmavano bündisch, nazionalisti völkisch e della grande Germania, cristiani, democratici e socialisti.
Per loro, il Bünd costituiva un modello politico, un modello di "democrazia in Germania" fondato su di un Fuhrer Gefolgschaft (un Fuhrer carismatico al servizio dell'idea, liberamente eletto e sottoposto alla permanente approvazione del gruppo, essendo egli solo un "primus inter pares"). Il Bünd si opponeva ai partiti falliti della democrazia weimeriana e al partito unico della dittatura hitleriana. Il Bünd era un modello sociale fondato sul cameratismo (Kameradschatf) opposto alla Schadenfreude hitleriana, un modello di integrazione dell'individuo e di socializzazione fondato sull'entusiasmo, un modello di educazione politica e un modello al tempo stesso di comunità di combattenti rivoluzionari formata dai giovani attivisti tedeschi nemici di Weimar e dell'hitlerismo.
Per i collaboratori di "Kameradschatf" che insistevano particolarmente sul ruolo svolto dal Bünd in materia di educazione politica e per i quali l'uomo bündisch era l'uomo politico per eccellenza interamente dedito al servizio dello Stato del popolo, lo stato hitleriano appariva come una dittatura di elementi piccolo-borghesi apolitici (associati a una Reichwehr a cui era delegata ogni responsabilità politica). La liquidazione politica, a volte anche fisica, sotto il III Reich dell'attivismo nazionalista (gruppi paramilitari e leghe della gioventù) considerato pericoloso per i nuovi padroni della Germania, gli pareva essere un aspetto rivelatore.(19)

Ridefinire la Volkgemeinschaft
I nazionalisti völkisch prendono le difese del popolo e del Volkstum ma respingono l'imperialismo neo-tedesco degli hitleriani; nello spirito dei collaboratori di "Kameradschatf" il nazionalismo völkisch si consacra nella difesa dell'indipendenza e del Volkstum di tutti i popoli. Difendono i popoli dallo sfruttamento capitalistico persistente e dall'arbitrio dello stato hitleriano, propongono la costituzione di una vera e propria Volksgemeinschaft (comunità di popolo) senza relazioni con la suddetta Volkgemeinschaft prodotta dalla dittatura politica e dalla massificazione hitleriana, la costituzione di questa "vera" Volkgemeinschaft necessitava ai loro occhi di un nuovo ordine socio-economico (socialista) che ponesse fine all'ordine di classe nato dal capitalismo e un riorientamento spirituale (völkisch) di essenza cristiana che combattesse lo sviluppo capitalista dell'epoca.(20)
E' stato il caso di Otto Strasser, che contrapponeva la grande tradizione tedesca fondata sul rifiuto del dualismo austro-prussiano, e tutto quello che ne consegue, il pangermanesimo.
Rifiutano l'economia capitalistica fondata sul profitto così come sull'economia di guerra e l'"anarchia burocratica" (simbiosi questa che è stata realizzata alla perfezione dalla Germania hitleriana) alle quali pretendono di sostituire un Piano (tedesco prima e europeo poi). Preconizzavano nel contesto di questo Piano un'economia destinata a soddisfare le necessità del popolo, la nazionalizzazione delle industrie come chiave che rompesse il potere del grande capitale e la divisione delle grandi proprietà terriere e infine la costituzione di cooperative in tutti gli ambiti dell'attività economica.

La tradizione libertaria dei Wandervögel
La redazione di "Kameradschatf" si dichiarava erede di due tradizioni:
1) il movimento della gioventù indipendente, sopratutto della "Gioventù tedesca libera" nata dalla riunione di Hohe Meissner del 1913.
Contro il mondo paternalistico (Vatenvelt) il movimento giovanile aveva affermato la sua lealtà ai padri originari, agli antenati (Vorvater).(21) Contro il controllo delle istituzioni (scuola, chiesa, famiglia) e la società borghese rivendicata la sua indipendenza accogliendo giovani leader nel suo seno. Contro lo stato wilhelmiano e lo sciovinismo borghese affermato il suo amore per il Volk.(22) Contro la grande città il movimento della gioventù aveva proposto il "Wandern", il vagabondaggio attraverso il paese tedesco (la Germania profonda) e il contatto con il Volk tedesco autentico. Contro la religione rivelata il movimento giovanile aveva tentato di risvegliare una religiosità germanica. Contro il tabagismo e l'alcolismo che condannano, contro la degenerazione fisica, aveva esaltato la forza fisica e la bellezza nordica (dipinta dal pittore Fidus) praticando la ginnastica e il nudismo.
Infine, dopo la prova della grande guerra il movimento della gioventù aveva fondato una grande lega nata nel 1924-'25 dalla fusione di gruppi scouts dissidenti, del Wandervögel e della gioventù tedesca libera (1919).

La tradizione dei Corpi Franchi
2) I corpi franchi che nel 1919 formarono la Reichwehr provvisoria prima di convertirsi in nemico di questo esercito fuori dalle clausole militari di Versalles (in cui rivivevano le tradizioni nobiliari dell'esercito imperiale ponendo così termine alla democratizzazione dell'esercito e sopratutto del corpo degli ufficiali, provocato dalla grande guerra e dalle sue conseguenze) e i gruppi paramilitari nazional-rivoluzionari che succedono ai corpi franchi e che si trovano di fronte alla Reazione incarnata dagli industriali e dai latifondisti, i generali della Reichwehr e i politici della destra.
Nonostante l'originalità dell'approccio adottato dalla rivista (interpretazione che si avvicina per certi versi alla "teoria del totalitarismo"), "Kameradschatf" riprende contro l'hitlerismo certe critiche formulate anteriormente dai suoi predecessori dei corpi franchi e dei gruppi paramilitari contro Weimar (e soprattutto contro la Reichswehr associata al potere di Hitler).

I vincoli della "Bündische" in esilio con i "non conformisti" e i pianificatori francesi
Oltre a questa filiazione evidente tra il movimento della gioventù tedesco, i Corpi Franchi, i gruppi paramilitari e "Kameradschatf", si constata una strana parentela tra le idee della gioventù bündisch così come si è espressa in "Kameradschatf" e quelle dei giovani non conformisti francesi degli anni '30 che aderirono alle parole d'ordine patriottiche e federaliste, individualiste e comunitariste, pianificatrici e corporativiste.
Vi sono stati contatti tra i rappresentanti delle leghe della gioventù tedesca e i gruppi non conformisti francesi attraverso Harro Schulze-Boyssen (vecchio militante della Orden Joven Alemana che più tardi svolgerà un ruolo importante nell'Orchestra Rossa, direttore di "Planner", l'equivalente tedesco della rivista francese "Plans" diretta da Philippe Lamour, fu con Otto Abetz uno dei delegati tedeschi nel fronte unico della gioventù europea, creata per iniziativa dei gruppi francesi Plans e Ordre Nouveau).(23) Da parte sua, Ordre Nouveau mantiene contatti molto stretti con Otto Strasser, con il gruppo costituito dalla rivista "Die Tat" e sopratutto con la rivista "Der Gegner" ("L'avversario") (alla quale Louis Dupeux consacra un capitulo della sua tesi sul nazional-bolscevismo) animata da Harro Schulze-Boyssen e Fred Schmid, fondatore e capo della lega Il corpo grigio scissione della Deutsche Freischar.(24) Tuttavia i contatti personali non bastano a spiegare una tale convergenza: quello che mette in contatto i migliori elementi della gioventù tedesca e francese è stato il comune rifiuto del liberalismo e del totalitarismo e una comune aspirazione ad una evoluzione spirituale (o se si preferisce culturale) politica e socio-economica.

(trad. it. della seconda parte di Thierry Mudry, Movimiento de juventud e ideologia nacional revolucionaria bajo la Republica de Weimar, "Disidencias", sd, http://www.arrakis.es/~fsln/ale-5.htm)

Note
17) Hans Ebeling participa a campagne per altri dirigenti bündisch (Werner Lass e Karl Otto Paetel sopratutto) nelle riunioni di Freusburg (agosto 1927) e di Ommen in Olanda (agosto 1928) destinati a preparare la fondazione della lega mondiale per la pace. Questi incontri internazionali nei quali i giovani capi bündisch stabilirono contatti con rappresentanti dell'estrema sinistra dei popoli colonizzati, accelerarono la radicalizzazione delle leghe della gioventù (si noti che Hans Ebeling, Werner Lass e Karl Otto Paetel divennero poi figure di spicco del nazional-bolscevismo) e diedero luogo a Ebeling alla fondazione con il profesor Lenz nel gennaio 1930 della revista "Der Vorkampfer" di orientamento ultranazionalista e anti-capitalista ("Der Vorkampfer" adotterà elementi di analisi marxista, anti-imperialista e filo-sovietica).
18) Il movimento di Vitus Meller al quale parteciperà Theo Espers, è stato l'unico movimento nazional-bolscevico cristiano (gli altri erano indifferenti in materia religiosa o praticavano un ateismo aggressivo o si pronunciavano a favore di un neo paganismo germanico) impiantato negli ambienti cattolici (come mostra L. Dupeux il nazional-bolscevismo è stato un movimento maggioritariamente "protestante" legato alla tradizione di Arminius, Witukind e Lutero, anche se ciò non ha impedito alla cattolica Renania, regione di frontiera sensibile alle tesi nazionaliste tedesche di divenire, con Berlino e la Franconia, una piazza forte del nazional-bolscevismo).
19) "Kameradschatf" dedica ampi articoli ai processi contro il "Jungnationaler Bund, Deutsche Jungenschaft" e contro Niekisch e il "camerata Eberhard".
20) I nazional-socialisti rivoluzionari di Otto Strasser e i nazionalisti social-rivoluzionari di K.O. Paetel difendevano il medesimo punto di vista (nel suo aspetto spirituale più pagano germanico che cristiano).
21) Si veda: J. Pierre Faye. Lenguajes Totalitarios Hermann, Parigi, 1973, p. 22.
22) Secondo G. Mosse, il movimento della gioventù indipendente era indiscutibilmente "volkisch" ma il suo nazionalismo si opponeva al nazionalismo wilhelmiano ufficiale imperialista e sciovinista. Il suo nazionalismo era fondato sul Popolo e non sullo Stato, in luogo di essere aggressivo e espansivo era intensivo e introverso (G. Mosse, The Crisis of German Ideology, Schoken Books, New York, 1981, p. 179).
23) Ver: J. Louis Laubet del Bayle. Los no conformistas de los años treinta. Seuil, Parigi, 1969, p. 98.
24) J. L. Loubet del Bayle. op. cit., p. 113.

domenica 10 gennaio 2010

La Resistenza nazional-bolscevica al nazismo (Prima parte), di Luc Michel

"Nazionalismo di liberazione ed anti-fascismo non possono né devono essere contrapposti" (Wolfgang Venohr)

La storia della Resistenza tedesca contro il III Reich ed il nazismo è poco conosciuta. Un libro tuttavia le è stato interamente dedicato da Gérard Sandoz: Ces Allemands qui ont défié Hitler. 1933-1943,(1) libro preceduto da una testimonianza di Willy Brandt, presidente dell'Internazionale Socialista e grande oppositore del III Reich. L'autore inizia questo libro con la seguente dedica: "Io dedico questo libro alla memoria dei miei amici tedeschi che hanno trovato la morte nella lotta contro la bestia hitleriana". La terza parte del libro è intitolata: "Quelli che non bisogna dimenticare" e comprende un capitolo intitolato: "Il nazional-bolscevismo". Gérard Sandoz rende così omaggio alla corrente politica che, per prima, fin dal 1932-'33, ha resistito al nazismo e ha contato tra i suoi membri i più risoluti degli avversari dell’hitlerismo, compresi coloro che animarono la celebre rete conosciuta sotto il nome di Orchestra Rossa.

L'avventura del nazional-bolscevismo comincia nel 1919
L'avventura del nazional-bolscevismo cominciò nel 1919 ad Amburgo, allora immersa in piena rivoluzione sovietica a seguito del crollo del II Reich nel 1918. E’ qui che nacque una corrente nazional-bolscevica diretta da due leaders della rivoluzione del 1918 in questa città, Heinrich Laufenberg e Friedrich Wolffheim,(2) che dettarono la linea del nazional-comunismo. Il 6 novembre 1918, Laufenberg proclamò ad Amburgo la "Repubblica dei consigli socialista e della grande Germania" e divenne il presidente del "Consiglio operaio di Amburgo". Fu questa la prima manifestazione di posizioni comuniste radicali in alleanza con tendenze marcatamente nazionali.(3)
Dal 1919 al 1921, Wolffheim e Laufenberg animarono tanto in Germania che nell'ambito della III Internazionale una corrente nazional-bolscevica conosciuta sotto il nome di "nazional-comunismo amburghese" e che faceva concorrenza agli spartachisti che avevano costituito il Partito Comunista Tedesco (KPD). Espulsi dal partito nell'ottobre 1919, essi ne fondarono immediatamente un altro, ad esso dissidente, il Partito Comunista Operaio Tedesco (KAPD). In seno a tale partito, che sarà rappresentato fino al 1922 nell'ambito del Comintern,(4) Wolffheim e Laufenberg propugnarono l'idea di creare un'"Armata rossa tedesca" al fine di riprendere la guerra contro i vincitori imperialisti di Versailles. Dopo il 1922, animarono una Lega dei Comunisti. Va fatto notare che questa corrente manifestò, fin dall'inizio degli anni '20, un virulento anti-americanismo.

Dal KPD agli ambienti neo-nazionalistici: la galassia nazional-bolscevica degli anni '20-'30
A partire dalla metà degli anni '20 e fino all'avvento del nazional-socialismo nel 1933, il nazional-bolscevismo sarà una componente fondamentale del paesaggio intellettuale e politico della Repubblica di Weimar. Numerosi gli intellettuali che adotteranno posizioni nazional-bolsceviche.(5)
Primo fra tutti, Ernst Niekisch, che diventerà il più celebre e il più importante rappresentante della corrente nazional-bolscevica tedesca. Formatosi nel movimento socialista tedesco, uno dei leaders della rivoluzione comunista e della "Repubblica dei consigli" di Monaco nel 1919, Niekisch evolverà verso posizioni nazional-bolsceviche e neo-nazionalistiche, in particolare attraverso la rivista che egli animava, Der Widerstand (Resistenza) e i circoli dallo stesso nome,(6) quindi attraverso un movimento, la Widerstand Bewegung, riorganizzato in clandestinità dopo il 1934. Niekisch eserciterà un'influenza preponderante particolarmente sui movimenti della gioventù tedesca antecedenti al 1933, conosciuti sotto il nome di Bündische Jugend. Il movimento Widerstand era costituito tanto da vecchi social-democratici e sindacalisti che da numerosi rappresentanti delle correnti neo-nazionalistiche e nazional-rivoluzionarie tedesche degli anni '20-'30.
La stessa KPD sviluppò posizioni nazional-comuniste, in particolar modo per riconquistare la frangia nazionalistica del proletariato passata al nazismo. Questa linea politica culminò nel 1930 con l'adozione di un programma detto di "liberazione nazionale e sociale" ("Programm der nationalen und sozialen Befreiung des deutschen Volkes"), che sedusse numerosi nazional-rivoluzionari.
"La KPD tenta di assicurarsi il controllo di quest'onda in primo luogo attraverso il 'Programma del KPD in previsione della liberazione nazionale e sociale del popolo tedesco', pubblicato per la prima volta il 24 agosto 1930, poi, una seconda volta, nella primavera del 1931, e attraverso il suo 'Programma d'aiuto ai contadini'. Si forma, in seno alla KPD un'ala 'nazional-comunista' attorno a Heinz Neumann, che cerca contatti con forze analoghe della destra (...) Altri rappresentanti della destra, di tendenze allo stesso tempo nazionalistiche e socialiste, aderiscono alla KPD (...) degli aristocratici come Ludwig Renn (pseudonimo di Arnold Vieth Von Golssenau) ed il conte Alexander Stenbock-Fermor, dei dirigenti del movimento contadino (Landvolkbewegung) come Bruno Von Salomon e Bodo Uhse, ed anche capi di milizie irregolari come il capitano "Beppo" Römer, che si distintinse nell'assalto di Annaberg, in occasione dei combattimenti del dopo-guerra in Alta Slesia, diventando un simbolo della nazione".(7)
Altri nomi emergono della galassia nazional-bolscevica tedesca, come Friedrich Lenz, Harro Schulze-Boysen, Arvid Harnack, Karl Otto Paetel o Hans Ebeling... Tutti, si faranno notare nella resistenza intellettuale e militare, in armi o nell'intelligence, al regime hitleriano.

Il primo e più risoluto degli oppositori all'hitlerismo: Ernst Niekisch
Nel 1932, Ernst Niekisch pubblica quello che è ancora oggi considerato come il più importante ed il più virulento dei pamphlets anti-hitleriani: Eine Deutsches Verhängniss, in italiano Hitler, una fatalità tedesca, illustrato con disegni di André Paul Weber.(8) La sua pubblicazione provocherà una campagna di stampa nazista contro Niekisch. Da quel momento, la sua rivista Widerstand verrà spesso citata nel periodico mensile di Heinrich Himmler, Reichführer SS, come "uno dei principali organi dell'avversario".
Dal 1933, con l'arrivo al potere dei nazisti, il movimento di Niekisch è perseguitato, i suoi membri spesso arrestati, la sua rivista posta al bando nel dicembre 1934. Uno dei suoi biografi, Sebastien Haffner, dirà di lui che egli "rimase nel III Reich, per quattro lunghi anni, l'ultimo nemico conosciuto e apertamente dichiarato di Hitler" (9). Il vecchio leader prussiano non abdicò mai.
Fino al 1937, il suo movimento Widerstand, ricostituito nella clandestinità, anima una rete d'opposizione intellettuale e politica all'interno del III Reich. Niekisch agisce, spesso, come agente di collegamento e viaggia in tutta l'Europa. Gérard Sandoz evoca così l'attività della sua rete: "Niekisch si recherà più volte in Svizzera, in Francia, nei Paesi Bassi ed in Italia per prendere contatto con gli ambienti dell'emigrazione tedesca, ma anche con rappresentanti 'ufficiosi' di questi paesi. È che, per alcuni membri di questa corrente 'nazionale', diventa sempre più evidente che il regime che si è dato il loro paese potrebbe essere definitivamente superato soltanto grazie ad un intervento straniero. Così, Karl Tröger, con Drexel e Niekisch, l'uomo più attivo di questo gruppo, si recherà più volte illegalmente in Cecoslovacchia (...) Tröger proverà anche a riportare in Germania numerosi giornali clandestini nei quali il regime nazista veniva denunciato come 'la vergogna del XX secolo'. Allorché Kruger fece la sua comparsa dinnanzi ai giudici nazisti, il pubblico ministero aveva già la prova che l'imputato aveva trasportato e diffuso copie di 17 giornali nei quali 'il Reich veniva calunniato in maniera abominevole'".(10)
Niekisch, che ha proseguito alla luce del sole fino al 1937 la sua attività editoriale (un coraggio unico!), restò il solo oppositore apertamente dichiarato ed attivo al regime nazista. È stato infine arrestato con molti dei suoi militanti il 22 marzo 1937. Imprigionato, condannato due anni più tardi da un tribunale speciale con 70 membri del circolo Widerstand fra cui Drexel e Tröger, Niekisch uscì per miracolo, quasi cieco e paralitico, dalle carceri naziste nel 1945.
Il vecchio combattente parteciperà ancora alla nascita della RDT ma, deluso dall'evoluzione del nuovo regime, finirà la sua vita nella RFT in un esilio intellettuale altero, senza mai rinunciare a nessuna delle sue idee.

La gioventù tedesca che non abdico dinnanzi a Hitler
Abbiamo visto che la corrente di Niekisch ha esercitato un'importante influenza sui movimenti della gioventù. Gérard Sandoz non dimentica il sacrificio ed il coraggio dei loro militanti di cui descrive così il coraggioso combattimento: "A riguardo della Bündische Jugend, molti rappresentanti di quest'organizzazione in cui le simpatie per le idee del 'nazional-bolscevismo' si sono manifestate durante tutti gli anni '30 hanno (...) combattuto il regime". Così, Robert Oelbermann, uno dei dirigenti più conosciuti di questa frangia della gioventù nazionale, fu arrestato nel 1936 dopo avere raccolto attorno a sè numerosi giovani 'passati alla rivolta'. Morì, assassinato, nel campo di concentramento di Orianenburg. Allo stesso modo, Rudolf Pallasv, dirigente della Südlegion, collegata alla Bündische Jugend, che si era impegnato dal 1937 nella lotta clandestina, accusando Hitler di avere 'tradito' la gioventù tedesca servendosene per preparare le sue guerre di conquista. Dal 1937 fino al 1940, Pallasv sarà trascinato di prigione in prigione. Nel giugno 1937, si terrà nella città di Essen un clamoroso processo contro dieci dirigenti del Bündische Jugend. L'imputato principale, Hans Böcking sarà condannato a dodici anni di reclusione. Gli altri imputati, accusati come lui di 'preparazione di atti di alto tradimento', passeranno molti anni nelle prigioni ed i campi di concentramento".(11)

La Nazione Socialista contro il Nazismo
Abbiamo già parlato di Karl Otto Paetel che ha animato il movimento Socialistiche Nation. Paetel è uno degli esponenti di punta del nazional-bolscevismo degli anni '30. Redattore di un "Manifesto nazional-bolscevico" ed autore di una storia controversa di quest'ultimo dopo la guerra.(12)
Il suo gruppo, la Nazione Socialista pubblicava una rivista dallo stesso titolo. Molte decine di membri di questo gruppo, spesso molto giovani, passeranno numerosi anni nelle prigioni o nei campi nazisti. Lo stesso Paetel lanciò anche un'agenzia di stampa anti-nazista sotto il nome di Antifascistiche Briefe. Nel 1934, viene colpito da un divieto di lavoro e costretto all'esilio. Continuerà ad animare dall'estero una rete anti-nazista, spostandosi dalla Cecoslovacchia alla Francia, al Portogallo ed infine negli Stati Uniti. Nel 1939, è condannato a morte in contumacia dopo essere stato privato della cittadinanza. Gérard Sandoz non dimentica il sacrificio dei suoi giovani militanti imprigionati. Scrive a questo proposito: "diverse decine di giovani militanti del gruppo Socialististische Nation ha conosciuto la stessa sorte. Essi erano strettamente legati a Karl Otto Paetel, noto dirigente della corrente nazional-bolscevica che, emigrato, poté sottrarsi alle persecuzioni".

Tutti i capi nazional-bolscevichi si impegnano contro il regime hitleriano
E gli altri dirigenti nazional-bolscevichi non saranno da meno. Lontano dall’antifascismo da salotto degli pseudo intellettuali, si impegnano tutti, mettendo la loro pelle al servizio delle loro idee.
Fritz Wolffheim, il fondatore del nazional-bolscevismo amburghese, che ha raggiunto il gruppo di Paetel, d'origine ebrea, fu internato. E finì i suoi giorni in un campo di concentramento.
Friedrich Lenz partecipa sotto il III Reich alle attività antinaziste del Circolo di Kreisau.(13)
Hans Ebeling andò in esilio in Inghilterra. Da lì dirigerà un gruppo attivo in molti paesi europei, a Bruxelles ed Amsterdam in particolare, sotto il nome di Gruppo Nazione Socialista (GNS) e pubblicherà la rivista Kameradschaft, organo d'opposizione al III Reich. Uno dei suoi dirigenti, Theo Hespers è arrestato nel 1942 in Olanda, condannato a morte, è impiccato a Berlino il 9 settembre 1943.

Il sacrificio dell'ala nazional-comunista del KPD
Abbiamo parlato della linea di "liberazione nazionale e sociale" del Partito Comunista Tedesco e delle adesioni di militanti nazional-rivoluzionari che questa aveva suscitato nel 1930-'31.
Questi si organizzarono nel Circolo dell'Aufbruch, "circolo nazional-bolscevico, così denominato a causa dell'omonima rivista pubblicata da 'Beppo' Römer, e che propagandava idee comuniste nel campo nazional-rivoluzionario".(14) Niekisch parlerà di Römer come dell'"agente di collegamento" del KPD con gli ambienti nazional-rivoluzionari. 'Beppo' Römer aveva finito per aderire alla KPD nel 1930, dopo aver diretto negli anni '20 la Bund Oberland, una lega nazionalistica. Dopo la presa di potere da parte dei nazisti, Römer è arrestato, torturato ed ucciso, dopo avere preso parte ad un complotto per assassinare Hitler.

I nazional-bolscevichi alla testa dell'Orchestra Rossa
Ed alcuni andranno più lontano ancora! Così, la celebre rete di informazioni anti-naziste conosciuta sotto il nome di Orchestra Rossa è stata, fatto che sovente nasconde la storiografia marxista, diretta da molti militanti nazional-bolscevichi. Primi tra tutti, Harro Shulze-Boysen ed Arvid Harnack. Gérard Sandoz ha l'onestà rara di rendere omaggio al sacrificio di questi militanti nazional-bolscevichi. Scrive: "Se parliamo a questo punto di questa corrente 'nazional-bolscevica', è perché la ritroviamo nella lotta clandestina che alcuni dei suoi rappresentanti hanno condotto contro il regime hitleriano. Prendiamo il caso di Harro Schulze-Boysen, uno dei dirigenti dell'Orchestra Rossa, fucilato con i suoi amici alla fine del dicembre 1942 per aver trasmesso informazioni al servizio di spionaggio sovietico. Harro Schulze-Boysen, prima di dedicare la sua azione al comunismo, era cresciuto proprio in quegli ambienti che sognavano di collegare in uno stesso movimento tutti coloro che avevano la preoccupazione di realizzare la simbiosi tra i 'rivoluzionari di qualsiasi obbedienza', secondo le sue parole, tra i rivoluzionari provenienti dalla destra e quelli ispirati dal marxismo'".(15) Prima della guerra, Arvid Harnack animava con Friedrich Lenz la rivista ed il gruppo Vorkampfer.

Anche i nazional-rivoluzionari resistono al III Reich
Non possiamo menzionare la resistenza contro il III Reich senza parlare anche dei "nazional-rivoluzionari", "die Nationalrevolutionäre", molto prossimi del resto alla stessa corrente nazional-bolscevica con la quale collaborarono, tanto che alcuni autori sono giunti a considerare il nazional-bolscevismo come "la manifestazione parossistica della corrente nazional-rivoluzionaria" nella Germania degli anni '20 e '30.(16) Queste correnti sono state anche riprese sotto la formula impropria ed inesatta di "rivoluzione conservatrice", secondo la tesi fortemente discutibile del loro principale teorico, il dottor Armin Mohler, che ha studiato lungamente questa corrente che voleva superare la destra e la sinistra. Quest'ultimo precisa che "tra i 'nazional-rivoluzionari', si percepisce l'eco della sorpresa causata da un miscuglio ancora sconosciuto: la cancellazione della distinzione, un tempo rigorosa, tra 'la destra' e 'la sinistra', cancellazione già espressa dalla nozione generale di 'rivoluzione conservatrice'. Negli schemi intellettuali impiegati fino allora, la 'destra' era incaricata di rappresentare il principio nazionale, mentre le riforme sociali o la rivoluzione sociale erano unico appannaggio della 'sinistra'. Ma ecco che, all'epoca, rappresentanti del principio nazionale assumono anche le parole d'ordine di rivoluzione sociale (...) E' il principio esplosivo che contiene il neologismo di 'nazional-rivoluzionario' (...) Il movimento nazional-rivoluzionario ha polverizzato lo schema destra-sinistra ed ha lasciato il campo libero agli altri fronti".
Ostili al nazismo, numerosi militanti nazional-rivoluzionari hanno resistito al III Reich e a più riprese si ritrovano i loro nomi e la memoria delle loro azioni nel libro di Gérard Sandoz che abbiamo già citato.
Il capo storico degli ambienti nazional-rivoluzionari è il famoso scrittore tedesco Ernst Jünger che, con suo fratello Friedrich Georg, fu la punta di diamante di questa area ed in particolare il fondatore del "neo-nazionalismo".
Sotto il III Reich, Ernst Jünger si ritirò in una altera solitudine, marcando con gesti simbolici il suo rifiuto degli orientamenti del III Reich, e in particolare dell'anti-bolscevismo indiscriminato che manifestava il regime hitleriano. Il dottor Mohler precisa che "anche dopo il 30 gennaio 1933, contatti tra la Russia sovietica e rappresentanti di destra tradizionale e della 'rivoluzione conservatrice' si manterranno per un certo tempo". Carl Schmitt o Ernst Jünger, ad esempio, si presteranno apertamente ai ricevimenti dell'ambasciata Russa a Berlino sotto terzo il Reich.(17)

Ernst Jünger e "l'opposizione interiore" al III Reich
Fin dal 1932, Jünger, che collabora con i nazional-bolscevichi Niekisch e Paetel, si erge ad avversario risoluto del nazismo. La pubblicazione del suo saggio "L'Operaio”, definito "nazional-bolscevico" da Niekisch, suscita le violente critiche del partito nazista, che attraverso uno dei suoi giornali preciserà che Jünger e le sue opere si stanno avvicinando a "la zona delle pallottole nella testa".
L'arrivo dei nazisti al potere è l'occasione di molti problemi per Jünger, il cui domicilio è perquisito a più riprese dalla Gestapo. Una di queste perquisizioni trovò del resto eco anche sulla stampa.
Il "Neueste Nachrichten" di Danzica ("città libera" non ancora sottomessa all'ordine nazista) scriveva così, il 12 aprile 1933: "Abbiamo appena appreso che una perquisizione è stata effettuata, a seguito di una denuncia, presso lo scrittore nazionale Ernst Jünger, ufficiale della Grande Guerra, decorato con la Croce per il Merito, autore di numerosi libri di guerra (tra cui Tempeste d'Acciaio, che conobbe un grande successo) e che, nella sua ultima opera a carattere sociologico e filosofico, Der Arbeiter, sostiene concezioni collettivistiche. Nessun materiale compromette è stato scoperto in occasione di questa perquisizione". L'ultimo numero della rivista di Paetel "Sozialistiche Nation", che verrà presto proibita, osservava ironicamente: "non è stato trovato nulla, eccetto... la decorazione 'Per il Merito'".
"Nonostante le pressioni, Jünger non lasciò mai sorgere alcun dubbio: non aveva affatto l'intenzione di partecipare alla politica culturale del III Reich, non più di quanto vi avesse partecipato sotto Weimar. Il suo rifiuto ad essere ammesso all'Accademia prussiana di letteratura e la risposta succinta che diede alla stazione radio di Lipsia sono rimasti famosi. Jünger, non voleva semplicemente 'esserci'".(18) Il 14 giugno 1934, allorché i campi di concentramento erano già riempiti dagli avversari del nuovo regime, scrisse con insolenza alla "Völkischer Beobachter", il quotidiano ufficiale del partito nazista: "Nel supplemento 'Junge Mannschaft' del Völkischer Beobachter del 6-7 maggio 1934 è stato riprodotto un estratto del Cuore Avventuroso. Essendo questa citazione stata fatta senza indicazione della fonte, l'impressione che è stata data al lettore è che io sono uno dei collaboratori del vostro giornale. Cosa di cui non è il caso, tanto più che, da molti anni, non mi esprimo più nella stampa. Nello specifico, tengo a sottolineare il mia incomprensione: da un lato, la stampa ufficiale mi attribuisce un ruolo di 'collaboratore', mentre dell'altro un comunicato stampa ugualmente ufficiale mi proibisce di pubblicare il testo della mia lettera del 18 novembre 1933 all'Accademia di letteratura. Io non desidero assolutamente vedermi citare nei giornali, ma tengo a non lasciare sussistere alcuna incertezza riguardo alla natura delle mie idee politiche".
Una medesima influenza nazional-rivoluzionaria e della "rivoluzione conservatrice" si ritrova anche in altri circoli della resistenza anti-hitleriana, il più famoso dei quali è il "Circolo di Kreisau", da cui sono usciti i principali autori del colpo di Stato del 20 luglio 1944 contro Hitler.
Nel 1944, Ernst Jünger pubblica il suo romanzo a chiave intitolato "Sulle scogliere di marmo" che, come fa notare Gérard Sandoz, "pubblicato nella Germania hitleriana, non poteva non suggerire al lettore attento di gettare uno sguardo critico sul suo ambiente (...)"
La pubblicazione di questo romanzo gli varrà una richiesta ufficiale di imputazione da parte della direzione del partito nazista, tanto che uno dei suoi capi, il Reichleiter Bouhler disse a Hitler: "Ora occorre agire contro Jünger". Solo il glorioso passato militare di Jünger nel 1914-'18 gli permetterà di sottrarsi alle accuse. Mobilitato nell'esercito tedesco, Jünger è vicino ai resistenti che effettuano a Parigi una parte delle operazioni del colpo di Stato del 20 luglio 1944.

L'influenza del movimento nazional-rivoluzionario sul Circolo di Kreisau
Non si può parlare della resistenza anti-hitleriana senza citare inevitabilmente anche il "Circolo di Kreisau", del nome di questo piccolo villaggio della Slesia in cui si ritrovano un certo numero di militanti dalla "rivoluzione conservatrice", fra cui il conte Helmuth James von Moltke, uno dei grandi nomi dello Stato prussiano, i fratelli von Stauffenberg e molti altri ancora, che animarono una rete di resistenza anti-nazista che preparò ed eseguì l'attentato del 20 luglio 1944 ed il putsch anti-hitleriano abortito che lo seguì.
Tra i membri del Circolo di Kreisau, vi sono grandi nomi della resistenza anti-nazista che sacrificarono le loro vite nella lotta contro l’hitlerismo, come il conte York von Wartenburg, giustiziato l'8 agosto 1944 o anche l'ambasciatore von Hassell.
Al Circolo di Kreisau, questi stessi uomini, della "rivoluzione conservatrice" e vicini agli ambienti nazional-rivoluzionari, avevano teso la mano a dei vecchi dirigenti social-democratici, sindacalisti, membri del KPD. Gérard Sandoz precisa i legami innegabili di questi uomini con la "rivoluzione conservatrice": "Come è evidente dai numerosi documenti redatti dai congiurati, la maggior parte di loro considerava il regime nazionalsocialista non come una regressione rispetto alla democrazia parlamentare, ma come la manifestazione particolarmente atroce del 'declino' o della 'decadenza' del mondo moderno. Per loro - lo hanno spesso detto - il nazionalsocialismo era il riflesso esatto di una società 'massificata', in ogni caso l'opposto di una società conservatrice guidata da un''elite' che, invece, corrispondeva al loro ideale. Ed è qui che appare il rapporto tra la lotta che la maggior parte degli uomini legati alla congiura avevano condotto contro la Repubblica di Weimar in nome di una 'rivoluzione conservatrice', ed il loro atteggiamento nei confronti del nazionalsocialismo. Ricordiamo che Goerdeler, Ulrich von Hassell, Ludwig Beck e lo stesso von Stauffenberg odiavano la prima repubblica tedesca, quella democrazia fragile, nata all'indomani di una sconfitta militare. Per loro, una 'rivoluzione conservatrice' avrebbe dovuto superare proprio le disgrazie che avevano colpito la Germania. Sandoz stabilisce anche quali siano stati i temi di questa rivoluzione "conservatrice": "I suoi teorici, tra cui Ernst Jünger, avevano nel corso dell'esistenza della Repubblica di Weimar auspicato il regno di una 'élite di uomini capaci' (élite del Fäligen) in opposizione al regno dei 'mediocri'. Un uomo come Edgard Jung, ex collaboratore di von Papen e, più tardi, associato alla cospirazione, aveva anche consacrato un'opera a questo problema il cui titolo era precisamente 'Il regno dei mediocri'. Questo libro era diretto contro i rappresentanti della Repubblica di Weimar. Ma, ai suoi occhi, anche gli uomini del nazionalsocialismo facevano parte di questo strato di mediocri, nel senso che rappresentavano 'la società di massa', contraria a quella de 'l'elite'. Non c'è dubbio che questi concetti vaghi e interpretabili hanno fatto parte della preparazione intellettuale di molti congiuranti del 20 luglio".
E i proclami degli autori del colpo di Stato del 20 luglio 1944 non lasciano del resto alcun dubbio sulla loro adesione al "nazionalismo di liberazione" che proponevano gli ambienti nazional-rivoluzionari. Così, i generali putchisti Beck e Witzleben, in un "Appello alla Wermacht", redatto alla vigilia del 20 luglio, precisavano: "Non desideriamo che altri popoli siano ridotti in schiavitù. La libertà che i nostri padri hanno conquistato nel corso del secolo scorso per la Germania (...) dobbiamo accordarla anche a tutti gli altri popoli. È su questa base soltanto che sarà possibile riempire l'abisso che è stato scavato da una politica senza freni ed ubriaca di potenza (...)".

Il conte di Stauffenberg era uno di noi!
Veniamo al colonello Klaus von Stauffenberg e a suo fratello Berthold, tutti due giustiziati dopo il 20 luglio 1944. Sandoz colloca senza ambiguità il conte di Stauffenberg negli ambienti nazional-rivoluzionari (19). Parlando di Ernst Jünger, egli dice che era "un uomo molto apprezzato anche da von Stauffenberg".
Sandoz parla a proposito di Stauffenberg delle idee di "rivoluzione", "nazione", e "socialismo" come dell'"incarnazione delle sue speranze" ed aggiunge che "il dirigente della cospirazione era, a suo modo, un 'rivoluzionario'". Suo fratello, Berthold, dirà alla Gestapo: "Messe in pratica dal regime, le idee essenziali del nazionalsocialismo si sono trasformate nel loro contrario. Il popolino che esercitava un potere senza controllo ha sostituito al vertice i capi predestinati".
In questo modo si comprende meglio perché la storiografia ufficiale ha passato sotto silenzio quest'aspetto della cospirazione del 20 luglio 1944.

(trad. it. di Luc Michel, La Résistance National-Bolchevique au IIIe Reich (1ére partie), in Parti Communautaire National-Europeen (PCN), http://www.pcn-ncp.com/NB)

Note, rinvii e citazioni
1) Gérard Sandoz, Ces Allemands qui ont défié Hitler. 1933-1943, Ed. Pygmalion, Gérard Wathelet, Paris, 1980.
Un altro saggio sul medesimo argomento è stato pubblicato anche in Germania: Claus Wolfschlag, Hitlers rechte Gegner. Gedanken zum nationalistischen Widerstand, Ed. Mühle im Hexengrund, 1996.
(2) 6 novembre 1918, scoppia la rivoluzione comunista ad Amburgo. Militante di estrema sinistra, Wolffheim gioca un ruolo di primo piano, prendendo la testa dei soldati e dei marinai ammutinati. E' stato ad Amburgo che la Repubblica socialista è stata proclamata per la prima volta in Germania. Un "Consiglio provvisorio degli operai e dei soldati" ha preso la direzione della rivoluzione. Laufenberg, egli stesso militante comunista, è stato il primo presidente del Consiglio.
(3) Sul "nazional-comunismo amburghese" cfr.: Luc Michel, "Mythes et réalités du National-Bolchevisme 1918-1993", in Vouloir, Bruxelles, nn. 105-108, luglio-settembre 1993. Sul KAPD e le sue tesi, cfr.: Luc Michel, Que faire? Les tâches immédiates de la Révolution européenne, II parte - "Le rôle et la function du Parti révolutionnaire européen", in Conscience Europeenne, Charleroi, n. 20, septembre 1987; Luc Michel, Le Parti historique révolutionnaire, capitolo VIII - "Contre la bureaucratie et la montée de l''opportunisme'", Ed. Machiavel, Charleroi, 1987.
(4) Durante il congresso clandestino del KPD a Heidelberg, nell'ottobre 1919, la direzione spartachista (Levi) ottenne in modo fraudolento l'esclusione del gruppo amburghese, che si era opposto alla direzione del Partito. Gli esclusi amburghesi rappresentavano la maggioranza degli aderenti del KPD, che perdette rapidamente più della metà dei suoi 100.000 militanti. Nell'aprile 1920, fu creata la KAPD, di cui Wolffheim e Laufenberg furono per breve tempo i leaders. Di fronte all'importanza della scissione, il Comintern, in spregio al proprio statuto, dovette accettare l'adesione di questo secondo partito comunista nell'Internazionale. Divenendo essa stessa un'arena in cui si affrontarono KPD e KAPD, finché non fu il primo ad averla vinta restando l'unico in lizza.
(5) Sul nazional-bolscevismo tedesco degli anni 1918-1933, cfr.: Otto-Ernst Schüddekopf: Linke Leute von Rechts. Die nationalrevolutionären Minderheiten und der Kommunismus in der Weimarer Republik. Stuttgart 1960; Louis Dupeux, Stratégie communiste et dynamique conservatrice. Essai sur les différents sens de l'expression "National-bolchevisme" en Allemagne, sous la République de Weimar (1919-1933), tesi presentata all'Université de Paris 1, il 28/11/1974, Librairie Honoré Champion, Paris, 1976; Luc Michel, Mythes et réalités du National-bolchevisme, 1918-1933, op. cit.
(6) Su Ernst Niekisch, cfr.: Alain De Benoist, "Préface", in Ernst Niekisch, Hitler. Une fatalité Allemande et autres écrits Nationaux-Bolcheviks, Ed. Pardès, Puisseaux, 1991.
(7) Armin Mohler, La Révolution Conservatrice en Allemagne. 1918-1932, Ed. Pardès, Puisseaux, 1993.
(8) Ernst Niekisch, op. cit.
(9) Sébastien Haffner e Wolffgang Venohr, Profils Prussiens, Ed. Gallimard, Paris, 1983.
(10) Gérard Sandoz, "Ceux qu'il ne faut pas oublier", capitolo XVIII - "Le National-bolchevisme", pp. 195 e ss., in op. cit.
(11) Ibid.
(12) Su Karl Otto Paetel, cfr.: Louis Dupeux, op. cit.; K.O. Paetel, "Versuchung Oder Chance zur Geschichte des Deutschen National-Bolchevismus", Musterschmidt, Göttingen, 1966.
(13) Sul "Circolo di Kreisau", cfr. Gérard Sandoz, op. cit., capitolo XI - "Le cercle de Kreisau", capitolo XIII - "En attendant l'opération Walkyrie", capitolo XIV - "Le Jour J" e il capitolo XV - "Une répression féroce".
(14) Armin Mohler, op. cit.
(15) Gérard Sandoz, op. cit., capitolo XVIII - "Le National-bolchevisme".
(16) Louis Dupeux, op. cit.
(17) Armin Mohler, op. cit.
(18) Werner Bräuninger, "Dans la zone des balles dans la tête. Ernst Jünger et la NSDAP (1925-1934)", in Nouvelle Ecole, n. speciale pubblicato in occasione del centenario di Jünger, n. 48, Parigi, 1996.
(19) Gérard Sandoz, op. cit., capitolo XVI - "Le 20 juillet devant l'histoire".