sabato 23 gennaio 2010

Ernst Jünger, teorico del nichilismo attivo, di Ernst Niekisch

Questo nichilismo attivo è una sete inestinguibile di successo; il successo è il miglior carburante per riscaldarsi senza interrompere l'intero spettacolo. Se il successo si fa attendere e non arriva, allora tutto lo show annunciato crolla, tutta questa gigantesca attività febbrile vacilla. L'azione deve essere sempre l'azione armata, per poter volare di successo in successo; deve essere sempre più pesantemente armata di quella del nemico contro il quale l'azione è stata messa in scena. La prima azione è la corsa agli armamenti, la seconda, il loro impiego. Mai il nichilismo è stato più militante di quanto non lo sia oggi. Mai la mobilitazione è stata più totale. Mai si sono allineati così tanti combattenti. Finalmente, non vi è più nulla che dei "combattenti". Anche i giovani possono già essere designati come dei "vecchi combattenti". Ma questa lotta, manca di senso e di scopo. Essi combattono solo per combattere. Essi combattono, perché, altrimenti, se non passassero all'azione, apparirebbero ben presto come dei pigri, dei corrotti e dei buoni a nulla.
Ernst Jünger ha donato a questo nichilismo militante le formule e gli slogan che ci si aspettava. Il suo istinto nichilista ci aveva finito per convincere che più nulla valesse la pena di essere protetto, né valesse una mobilitazione; se l'azione della belligeranza si è scatenata, è necessario che tutti, senza eccezione, siano messi in moto. Ci sarà, tra i fenomeni, un punto fisso dove si potrà prendere rifugio. Essa stessa in movimento, fino all'ultimo respiro, non tollera più che ci sia una sola persona a riposo, né donna, né bambino, né vecchio. Essa comanda ai neonati di marciare al passo, invita le ragazze sotto le bandiere e consuma fino alle ultime riserve. Questo tipo di azione non lascia più nessuno indietro: essa compenetra gli angoli più segreti ed invia al fronte anche il più insignificante dei "bottoni". Essa è l'ultimo carico d'energia in cui il nichilismo s'è precipitato, dopo che è divenuto inevitabile per lui portare il suo sguardo sul suo proprio volto.

(trad. it. dell'omonimo frammento pubblicato da "Synergies Européennes", giugno 1995; poi riprodotto in "Centro Studi La Runa", http://www.centrostudilaruna.it/niekischjuenger.html)

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